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Le sigarette spengono l’effetto antiaggregante di aspirina

Fonte: Chin Med J 2011;124(10):1569-1572.

E’ necessaria una bassa dose di aspirina per inibire l’aumento dell’aggregazione piastrinica nella popolazione fumatrice ma sana mentre il clopidogrel o dosi più alte di aspirina sono necessarie nei pazienti fumatori con malattia coronarica. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott LI Wei-ju ed i suoi colleghi che in questa review hanno voluto valutare l'effetto dell'aspirina sull'aggregazione piastrinica nei pazienti fumatori con e senza malattia coronarica. Sono stati inclusi tutti gli studi riguardanti l'effetto del fumo del tabacco sull'attività delle piastrine e sull'efficacia antiaggregante dell'aspirina in individui sani ed in pazienti con malattia coronarica, pubblicati fino al 15 marzo 2009. Dall’analisi dei dati veniva evidenziato che il fumo di tabacco determinava un aumento dell'aggregazione piastrinica che poteva essere inibita da aspirina a basse dosi nella popolazione sana, mentre, nei pazienti con malattia coronarica l'aggregazione piastrinica indotta dal fumo era maggiore tanto da rendere necessaria la somministrazione di clopidogrel o un aumento della dose di aspirina per inibirla. Pertanto i risultati di quest review sottolineano l’importanza per i pazienti con malattia coronarica di smettere di fumare e sottolineano la necessità, per il fumatore attuale, di dosi maggiori di aspirina rispetto al normale o di assumere un inibitore del recettore adenosina difosfato con l’aspirina per inibire efficacemente l'aumento di attività delle piastrine.

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