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Troponina T ad elevata sensibilità: predittore di mortalità nelle donne diabetiche

Fonte: Circulation 2011; 123: 2811-2818.

Livelli molto bassi di troponina T cardiaca sono associati ad un aumentato rischio di morte cardiovascolare nei pazienti con coronaropatia cronica stabile. Tuttavia, non è noto se i livelli di troponina ad alta sensibilità siano associati ad eventi avversi cardiovascolari in soggetti senza malattia cardiovascolare (CVD). È stata valutata la relazione tra la troponina cardiaca al basale e gli eventi cardiovascolari incidenti tra partecipanti diabetici e non diabetici del Women's Health Study (follow-up mediano di 12,3 anni). Sono state incluse nello studio 512 donne diabetiche e 564 donne non diabetiche. La troponina T ad alta sensibilità è stata rilevata ≥0,003 mg/L nel 45,5% delle donne diabetiche e nel 30,3% delle donne non diabetiche (p<0,0001). Nei modelli corretti per i fattori di rischio tradizionali e l’emoglobina glicata, i livelli rilevabili di troponina T ad alta sensibilità sono stati associati a successiva malattia cardiovascolare (infarto miocardico, ictus, morte cardiovascolare) nelle donne con diabete, ma non le donne non diabetiche. Ulteriori correzioni per il pro-BNP e la funzione renale non alterano sostanzialmente questo rapporto che pare aumentare di 3 volte la mortalità cardiovascolare nelle donne diabetiche. In conclusione, i livelli molto bassi ma rilevabili di troponina T cardiaca ad alta sensibilità sono associati a un aumento delle malattie cardiovascolari e all’aumento della mortalità cardiovascolare nelle donne con diabete mellito, ma non nelle donne sane non diabetiche.

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