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A miglior controllo glicemico minore rischio di scompenso cardiaco in pazienti con diabete di tipo 1

Fonte: The Lancet, doi:10.1016/S0140-6736(11)60471-6.

Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Marcus Lind dell’Università di Gothenburg. Partendo dal presupposto che uno scarso controllo glicemico è associato a complicazioni micro e macrovascolari nel diabete tipo 1, i ricercatori hanno voluto valutare se il controllo glicemico è associato anche con l’insufficienza cardiaca analizzando un'ampia coorte di pazienti con diabete di tipo 1 identificati nel Registro Nazionale Svedese per il Diabete. Sono stati valutati tutti i pazienti (età ≥18 anni) con diabete di tipo 1 e nessuna insufficienza cardiaca nota tra gennaio 1998 e dicembre 2003. Questi pazienti sono stati seguiti fino al ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca, morte, o alla fine del follow-up (2009). È stata misurata a tutti i pazienti l’emoglobina glicata A1c (HbA1c) e valutata l'associazione tra HbA1c e scompenso cardiaco. In una coorte di 20.985 pazienti con età media di 38,6 anni all’arruolamento , 635 pazienti (3%) sono stati ricoverati in ospedale con una diagnosi primaria o secondaria di scompenso cardiaco durante un follow-up medio di 9,0 anni, con una incidenza di 3,38 eventi per 1.000 pazienti-anno. Si è riscontrato un’aumento dell’incidenza di insufficienza cardiaca con un aumento dell’HbA1c. In un’analisi di regressione di Cox, con aggiustamento per età, sesso, durata del diabete, fattori di rischio cardiovascolare, eventi susseguenti (infarto acuto del miocardio e altre patologie concomitanti), l'hazard ratio per lo sviluppo di insufficienza cardiaca era 3.98 (IC 95% da 2 · 23-7 ° 14) nei pazienti con HbA1c pari al 10,5% o superiore rispetto ad un gruppo di riferimento di pazienti con HbA1c inferiore al 6,5%. Inoltre il rischio di scompenso cardiaco aumenta con l'età e la durata del diabete. Altri fattori modificabili associati ad un aumentato rischio di insufficienza cardiaca sono stati fumo, ipertensione sistolica, e cresciuto indice di massa corporea. In un sottogruppo di 18.281 pazienti (87%) noti per il profilo lipidico, il colesterolo HDL più alto era associato ad un più basso rischio di scompenso cardiaco, ma non c'era alcuna associazione con il colesterolo LDL.

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