CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Per diagnosticare il pre-diabete meglio utilizzare emoglobina glicata e glicemia a digiuno!

Fonte: 71st Scientific Sessions 2011 American Diabetes Association.

Dall’ADA di San Diego è emerso che diagnosticare una situazione di pre-diabete con una combinazione di emoglobina glicata e glicemia a digiuno potrebbe essere più utile dei due test presi singolarmente. Gli hazard ratios per l’incidenza di diabete sono risultati simili nei due test, circa 6 volte di rischio aumentato rispetto ai soggetti normoglicemici, ma sono aumentati di 32 volte quando il prediabete è stato diagnosticato con entrambi i metodi. Secondo questi Autori l’introduzione dell’emoglobina glicata come criterio in aggiunta alla glicemia a digiuno potrebbe aiutare ad evidenziare meglio i pazienti a rischio di sviluppare diabete e consentire un intervento più precoce. Utilizzare valori di emoglobina glicata tra 5.7% e 6.4% per diagnosticare il prediabete è controverso, perchè molti pazienti che sono stati diagnosticati sulla base della glicemia a digiuno non sarebbero stati identificati sulla base dell’emoglobina glicata. Uno studio condotto su 4.670 uomini giapponesi e 1.571 donne, di età compresa tra 24 e 82 anni senza diabete e seguiti per 4.7 anni ha evidenziato che durante lo studio 412 pazienti, il 7%, sono stati diagnosticati come prediabetici sulla base del valore di emoglobina glicata. Questi pazienti erano soprattutto donne, anziane, con una basso indice di massa corporeo, avevano livelli di trigliceridi, acido urico, colesterolo HDL e gamma-GT più bassi e livelli di leucociti più alti rispetto ai soggetti diagnosticati con la glicemia a digiuno. Lo screening con la sola emoglobina glicata ha fatto perdere il 61% dei 2.092 soggetti prediabetici diagnosticati con la combinazione dei due screening. Durante il periodo osservazionale 338 soggetti hanno sviluppato diabete e la diagnosi di prediabete che ha preceduto la patologia conclamata è stata fatta nel 32% dei casi con la glicemia a digiuno, nel 9% dei casi con l’emoglobina glicata da sola e nel 46% dei casi con la combinazione dei due metodi. Il consiglio, quindi, è di utilizzare entrambi i metodi per identificare i soggetti a più alto rischio di sviluppare diabete, in modo da identificarli il più precocemente possibile e iniziare le misure adeguate di prevenzione.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA