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Il Profilo metabolico predice l'aterosclerosi subclinica

Fonte: European Atherosclerosis Society 2011 Congress.

Un recente studio ha valutato se il profilo metabolico può stratificare meglio i pazienti giovani a rischio per lo sviluppo dell'aterosclerosi. Come noto l’aterosclerosi carotidea misurata con l'ecografia è un forte predittore di eventi cardiovascolari. Lo scopo dello studio era fare un profilo metabolico completo per vedere se possiamo determinare chi svilupperà un aumentato spessore della carotide intima-media [IMT] più tardi nella vita. Questo studio e’ stato condotto in prevenzione primaria: i ricercatori hanno valutato 1.570 individui sani, di eta’ compresa fra i 24 e i 39 anni. E’ stato valutato un profilo metabolico, che costa circa €20 (circa 30 US $); i ricercatori misurano il profilo lipoproteico come il colesterolo totale, il colesterolo LDL e HDL E TRIGLICERIDI. Inoltre, misurano anche acidi grassi omega-3 e omega 6, nonché vari metaboliti abbondanti nel siero, come prodotti intermedi dei processi metabolici. Livelli elevati di colesterolo LDL e livelli elevati di colesterolo HDL misurati al basale erano associati con un rischio maggiore del 35% e un rischio inferiore del 21%, rispettivamente, di sviluppare l'aterosclerosi subclinica. I ricercatori hanno osservato, tuttavia, un rischio maggiore di sviluppare l'aterosclerosi quando hanno utilizzato le sottoclassi delle lipoproteine. Modelli di regressione logistica adeguati per sesso, età, indice di massa corporea, pressione sanguigna e storia familiare di malattia hanno mostrato che il colesterolo LDL piccolo, medio e grande è stato associato con un aumento del 43%, 50% e il 46% del rischio di sviluppare la placca aterosclerotica/IMT. Il colesterolo vLDL piccolo era associato a un aumento del 39% del rischio di sviluppare una malattia subclinica. Due biomarcatori, l’acido linoleico e l'acido docosaesaenoico (DHA), erano fortemente correlati con l'aterosclerosi subclinica. I livelli sierici elevati di acido linoleico erano associati con un rischio aumentato di IMT, mentre il DHA era protettivo contro la malattia. La tirosina e glutamina sono stati associati con un aumento approssimativo del 35% del rischio di sviluppare l'aterosclerosi. In un confronto di un modello di previsione che comprendeva il profilo metabolico contro un modello di riferimento che utilizza i fattori di rischio convenzionali, i ricercatori hanno osservato che il profilo metabolico predice meglio l’aterosclerosi subclinica.

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