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FANS e rischio di fibrillazione atriale o flutter

Fonte: BMJ 2011 on line first 4 luglio.

Secondo i risultati di un nuovo studio pubblicato il 4 luglio sul  British Medical Journal l’uso degli anti-infiammatori non selettivi steroidei (FANS) e degli inibitori selettivi della COX-2 e’ associato con un aumento del rischio di fibrillazione atriale o flutter. Lo studio aggiunge elementi di prova che il rischio aritmico deve essere aggiunto al rischio cardiovascolare complessivo quando si prescrive un fans. Lo studio ha esaminato il rischio di fibrillazione atriale o flutter associati all'uso di FANS; ha incluso 32.602 pazienti con diagnosi di fibrillazione atriale o flutter riscontrati nella Danimarca settentrionale nel periodo 1999-2008 e 325.918 pazienti con età e sesso-corrispondenti valutati come controllo e selezionati nella stessa popolazione. Rispetto ai controlli l'uso corrente di fans non selettivi è stato associato ad un rischio aumentato pari al 17% di sviluppare fibrillazione atriale o flutter (rapporto di tasso di incidenza [IRR] 1,17; 95% CI 1.10-1,24). L'uso corrente di COX-2 inibitori era associato ad un rischio leggermente maggiore di fibrillazione atriale o flutter (IRR 1,27; 95% CI 1,20-1,34). In particolare una nuova prescrizione di FANS sembrava essere associata con il più alto rischio di sviluppare fibrillazione atriale o flutter. Per coloro che hanno avuto una prima prescrizione di un inibitore FANS o COX-2 nei due mesi precedenti, c'era un aumento statisticamente significativo pari al 46% e 71% del rischio di fibrillazione/flutter atriale, rispettivamente, rispetto ai controlli non trattati con i farmaci. L’autore conclude che quando si prescrivono tali farmaci deve essere considerato il rischio dell’insorgenza di fibrillazione atriale; in particolare il rischio e’ piu’ alto quando si utilizzano gli inibitori della COX-2 rispetto ai fans non selettivi. Non si hanno ancora dati sufficienti che possano spiegare i motivi di tale correlazione. Nella pratica clinica, essendoci ancora incertezza riguardo il meccanismo biologico plausibile, gli stessi autori comunque suggeriscono un approccio cauto dell’applicare i risultati dello studio nella cura dei pazienti.

Schmidt M, Christiansen, Mehnert F, et al. Nonsteroidal anti-inflammatory drug use and risk of atrial fibrillation or flutter: population-based case-control study. BMJ 2011; http://www.bmj.com/

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