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Beneficio della CRT-D dopo infarto miocardico

Fonte: Eur Heart J (2011) 32(13): 1614-1621.

In questo studio gli autori hanno valutato, nei pazienti con cardiomiopatia ipocinetica ad eziologia ischemica, quale sia la relazione tra il rischio di morte o scompenso cardiaco e il tempo intercorso tra l’evento infartuale e l’impianto di ICD/PM biventricolare. Sono stati inclusi nell’analisi 704 pazienti con infarto miocardico documentato, arruolati nel trial MADIT-CRT e 237 pazienti senza infarto documentato. Nei pazienti con ICD, il rischio di morte o scompenso cardiaco aumentava del 4% per ogni anno trascorso dall’evento infartuale. All’analisi multivariata, i pazienti con infarto miocardico risalente a molti anni prima dell’impianto (mediana > 8 anni) traevano un beneficio significativamente maggiore dalla CRT-D rispetto ai pazienti con infarto recente (HR 0.42 e 1.26 rispettivamente per i due gruppi). Anche il sottogruppo di pazienti con cardiopatia senza infarto documentato avevano un beneficio dalla CRT-D (HR = 0.43; P=0.003).

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