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L’ictus maggior causa di morte in molte nazioni in via di sviluppo

Fonte: Circulation 2011.

Un nuovo studio recentemente pubblicato su Circulation dimostra come la mortalita’ per ictus sia significativamente piu’ rilevante rispetto alla mortalita’ per cardiopatia ischemica in molti paesi in via di sviluppo. Il riscontro piu’ sorprendente e’ che se anche la mortalita’ per cardiopatia ischemica e’ ancora la piu’ rilevante nel mondo, in molti paesi in via di sviluppo ha maggior peso quella per ictus. Il nuovo studio suggerisce che il maggior peso di ictus in aree del mondo in via di sviluppo possa essere dovute a più basso reddito nazionale e fattori di rischio vascolare. Lo studio ha mostrato che i tassi di mortalità a causa di un ictus variano da paese a paese. Il tasso varia da 25 a 100 000 alle Seychelles a 249 ogni 100 000 in Kirghizistan. Mentre i tassi di mortalità per cardiopatia generalmente superano quelli per ictus in tutto il mondo, 74 paesi, molti in Africa e in Asia, avevano tassi di mortalità piu’ elevati per ictus. La Cina ha avuto un tasso di mortalità di ictus di 157 ogni 100.000 e un tasso di mortalità di malattie cardiache di 63 ogni 100.000. Estremamente interessante e’ il caso del Giappone. In passato, il Giappone ha avuto un modello molto simile alla Cina con maggior mortalita’ per ictus, ma man mano che si e’ assistito allo sviluppo della societa’ negli ultimi decenni la cardiopatia e’ diventata sempre piu’ incisiva in termini di maggior mortalita’ E’ stato ipotizzato che questo cambiamento potrebbe essere a causa di una migliore trattamento di ipertensione arteriosa. Tale ipotesi puo’ essere validata nell’esempio della Cina, dove l’ipertensione e’ spesso sotto diagnosticata e questo puo’ contribuire ad una maggior incidenza di ictus rispetto alla malattia cardiaca. In un editoriale di accompagnamento l’autore dice che la variazione globale nella mortalità cardiovascolare e il peso di un’elevata mortalita’ per ictus in alcuni paesi a basso reddito dovrebbero essere argomenti di discussione nelle prossime riunioni delle Nazioni Unite al fine di agire e di avviare programmi di priorità e di interventi che possono evitare la pandemia delle malattie cardiovascolari. Kim AS, Johnston SC.
Global variation in the relative burden of stroke and ischemic heart disease. Circulation 2011

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