CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Infusione intracoronarica di cellule mononucleari

Fonte: European Heart Journal Volume 32, Issue 14 Pp. 1736-1747.

L'infusione intracoronarica di cellule mononucleari di midollo osseo o del sangue periferico rispetto alla terapia standard nei pazienti dopo infarto miocardico acuto trattati con intervento coronarico percutaneo è stata studiata nel trial randomizzato e controllato HEBE. Gli studi precedenti che hanno indagato la terapia cellulare come terapia aggiuntiva dopo infarto miocardico acuto (IMA) hanno mostrato risultati contrastanti. Il presente trial randomizzato e controllato, pubblicato sullo European Heart Journal, era rivolto a determinare l'effetto dell'infusione intracoronarica di cellule mononucleari di midollo osseo (BM) o dal sangue periferico nei pazienti con infarto miocardico acuto. Questo studio multicentrico ha coinvolto 200 pazienti con infarto miocardico acuto, trattati con intervento coronarico percutaneo, randomizzati ad una infusione intracoronarica di cellule mononucleari BM (n = 69), o cellule mononucleate del sangue periferico (n = 66), o terapia standard (senza infusione di placebo) (n = 65). Cellule mononucleari sono state poste a livello intracoronarico tra 3 e 8 giorni dopo infarto miocardico acuto. La funzione ventricolare sinistra, limitata ad alcune porzioni del miocardio e complessiva nonchè i volumi sono stati valutati con la risonanza magnetica prima della randomizzazione ed a 4 mesi. Sono stati segnalati anche gli eventi clinici. L'end point primario relativo alla disfunzionale in percentuale dei segmenti del ventricolo sinistro che è risultata migliore nel corso del follow-up non differiva significativamente tra quella delle due gruppi trattamento e controllo: 38,6 ± 24,7% nel gruppo BM, 36,8 ± 20,9% nel gruppo del sangue periferico, e 42,4 ± 18,7% nel gruppo controllo (P=0,33 e P=0,14). Il miglioramento della frazione d'eiezione ventricolare sinistra è stata del 3,8 ± 7,4% nel gruppo BM, 4,2 ± 6,2% nel gruppo del sangue periferico rispetto a 4,0 ± 5,8% nel gruppo controllo (P=0,94 e P=0,90). Inoltre, i tre gruppi non differivano in modo significativo nei cambiamenti dei volumi del ventricolo sinistro, la massa e dimensioni dell'infarto e avevano tassi simili di eventi clinici.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA