CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Quell'ossido nitrito che manca nel sangue conservato...

Fonte: Circulation 2011; 124: 465-476.

L’emolisi intravascolare di globuli rossi compromette l'omeostasi redox dell'ossido nitrico (NO), la disfunzione endoteliale, l'attivazione delle piastrine e le vasculopatie. Globuli rossi in condizioni standard di conservazione presentano una ridotta integrità della membrana eritrocitaria, con formazione di microvescicole esocitiche o microparticelle ed emolisi. È stato ipotizzato che tale meccanismo potesse alterare la funzione vascolare e contribuire alla alterazione del sangue conservato. Si è verificato che, nonostante 39 giorni di conservazione, il sangue rimane nello stato ridotto redox di ossiemoglobina ferrosa e reagisce stechiometricamente oltre a distruggere il vasodilatatore NO. Utilizzando la spettroscopia laser stimolata e valutando il rilascio di NO si è scoperto che sia l'emoglobina libera che le microparticelle reagiscono con NO circa 1.000 volte più velocemente rispetto agli eritrociti intatti. Studi complementari in vivo, hanno dimostrato che l'emoglobina, anche a concentrazioni inferiori a 10 mmol/L (in eme), produce vasocostrizione potente quando infusa nella circolazione del topo, mentre l'infusione controllata di metaemoglobina e cianometaemoglobina, che non consumano NO, indicano sostanzialmente una riduzione degli effetti vasocostrittori. L'infusione di plasma da sangue umano conservato come unità di globuli rossi nella circolazione del ratto produce una vasocostrizione significativa per la entità della emolisi correlata alla conservazione.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA