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Ridurre l’apporto di sale porta a qualche beneficio?

Fonte: Am J Hypertens 2011; 24(8): 843-853.

Questa review ha analizzato diversi studi clinici randomizzati della durata di almeno 6 mesi che confrontassero gli effetti della riduzione di sale sulla pressione arteriosa, e che riportassero la mortalità e le comorbilità per cause cardiovascolari. Sette studi sono stati inclusi: 3 condotti su normotesi, 2 su ipertesi, 1 su una popolazione mista di normo e ipertesi e 1 in soggetti con scompenso cardiaco. La riduzione salina è stata associata con una riduzione dell’escrezione di sale di 27-39 mmol/24 h e ad una riduzione della pressione sistolica di 1-4 mmHg. Il rischio relativo (RR) per tutte le cause di mortalità nei normotesi (RR: 0.90, 95% intervallo di confidenza (CI): 0.58-1.40, 79 morti) e ipertesi (RR 0.96, 0.83-1.11, 565 morti) non ha mostrato una forte evidenza di un effetto della riduzione di sale sulla comorbità cardiovascolare in soggetti con normali valori pressori (RR 0.71, 0.42-1.20, 200 eventi). La riduzione di sale ha portato ad una maggiore mortalità per tutte le cause in soggetti con scompenso cardiaco (RR 2.59, 1.04-6.44, 21 morti). Da questa review, quindi, non sembrerebbero esserci dati sufficienti per escludere effetti clinicamente importanti della restrizione salina sulla mortalità o sulle comorbidità per cause cardiovascolari.

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