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Linee guida NICE: rivascolarizzazione nei pazienti con angina stabile solo se non responsivi a terapia medica ottimale!!

Fonte: www.nice.org.

"Pazienti con angina stabile dovrebbero essere trattati in modo ottimale con farmaci prima di essere sottoposti a rivascolarizzazione" questa la raccomandazione del prestigioso NICE (National Institute fo Health Clinical Excellence) inglese contenuta nelle linee guida per la gestione dell'angina stabile. Circa 2 milioni di sudditi della Corona Inglese sono affetti da angina con circa l'8% di uomini ed il 3% di donne tra i 55 ed i 64 anni. Le percentuali salgono rispettivamente al 14% e 8% se passiamo tra i 65 ed i 74 anni. Il trattamento raccomndato dalle linee guida deve essere ottimale e tailorizzato sulla singola persona ed inclusivo sia di farmaci antanginosi (da uno a due) per ridurre sintomi e dolore che di trattamenti per ridurre l'incidenza di successivi attacchi e per prevenire la progressione della malattia aterosclerotica ed eventi come l'infarto e lo stroke. Solo se i pazienti non rispondono adeguatamente al trattamento ottimale (rimangono sintomatici e continuano a progredire nell'aterosclerosi) si prende in considerazione la rivascolarizzazione attraverso CABG o PCI seguendo le indicazioni di un Team Multidisciplinare (concetto già esposto con l'introduzione dell'Heart Team nelle nuove linee guida ESC sulla rivascolarizzazione) in grado di valutare a 360 gradi le condizioni del paziente e di definire la corretta strategia di rivascolarizzazione. La posizione del NICE è molto netta tanto che il Dr Jonathan Shribman, membro della commissione per le linee guida del NICE, ha affermato che "in UK non si tollererà più l'accesso in sala di emodinamica di pazienti affetti da angina stabile non in terapia ottimale secondo le linee guida". Il NICE ha anche sottolineato come tali linee guida corrispondano alla evidence based medicine attuale che rileva come la terapia medica ottimale sia il gold standard per i pazienti affetti da angina stabile e che la rivascolarizzazione debba essere praticata solo nei pazienti non responsivi.

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