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Dal-VESSEL study: dalcetrapib non peggiora la funzione endoteliale e non aumenta la pressione arteriosa

Fonte: ESC Congress 2011, Parigi.

Timidi ma buoni segnali dal versante degli inibitori della CETP (Cholesteryl Ester Transfer Protein) che in passato sono stati tempestati da una serie di dati negativi e bloccati nella immissione in commercio (ricordate il torcetrapib??). A Parigi si è parlato di dalcetrapib e dello studio di fase IIb Dal-VESSEL che ha investigato la sicurezza di questo nuovo inbitore della CETP. Lo studio, presentato da Thomas Lusher, dell'Ospedale Universitario di Zurigo, è il più grande studio multicentrico, fin ora svolto, per misurare la funzione endoteliale e il rischio CV con misurazione della dilatazione flusso-mediata a livello brachiale. Il Trial è uno studio multicentrico, in doppio cieco, controllato vs placebo che ha arruolato 476 pazienti con malattia coronarica o con rischio CV equivalente e con bassi livelli di colesterolo HDL (C-HDL < 50 mg/dL). I pazienti coinvolti nello studio hanno ricevuto 600 mg/die di dalcetrapib o placebo in aggiunta ai loro trattamenti esistenti. L'end point principale di efficacia era la variazione dal basale della vasodilatazione flusso-mediata brachiale dopo 12 settimane di trattamento. L'end point principale di safety era il monitoraggio ambulatoriale 24-ore eseguito alla settimana 4. I pazienti hanno effettuato un follow up totale di 36 settimane. Il dalcetrapib ha ridotto l'attività della CETP del 50% ed aumentato i livelli di C-HDL del 31% senza modificare la funzione endoteliale NO-dipendente o i markers di infiammazione e di stress ossidativo. Nessun segnale preoccupante di safety è stato registrato nel follow up dello studio con eventi avversi equalmente distribuiti nei due gruppi di trattamento. Da sottolineare, ha detto Luscher, che dalcetrapib, agisce in modo diverso da altri inibitori della CETP, promuovendo l'efflusso del colesterolo dalle cellule. In sperimentazione si sta valutando l'ipotesi che il farmaco sia potenzialmente utile nello "svuotare" le placche aterosclerotiche dal colesterolo, riducendo il rischio CV. A tal proposito i risultati di un altro studio, il Dal-PLAQUE, hanno mostrato risultati incoraggianti sulla progressione della placca aterosclerotica misurati con PET/CT a 6 mesi o con RM a 12 mesi.

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