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CORP trial: la colchicina è efficace e sicura nella prevenzione della pericardite ricorrente

Fonte: ESC Congress 2011, Parigi.

Bello studio randomizzato, controllato, verso placebo ed in doppio cieco presentato durante la Hot line I dell'ESC di Parigi da un gruppo di ricercatori italiani guidati da Massimo Imazio, dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino. La "vecchia" colchicina, impiegata in aggiunta alla terapia convenzionale, ha dimostrato di essere più efficace e altrettanto sicura del placebo nel ridurre l'incidenza di ricorrenza e persistenza dei sintomi di pericardite. Le riccorrenze di pericardite affliggono dal 20 al 50% dei pazienti e influenzano pesantemente la qualità di vita, ospedalizzazioni, costi gestionali. Sull'argomento sono stati pubblicati alcuni dati provenienti da esperienze non randomizzate o di singoli centri ma mai dati provenienti da uno studio vero e proprio. Sulla base di questi dati la colchicina è inclusa nelle linee guida ESC 2004 per il trattamento della pericardite (raccomandazione di classe I). Lo studio CORP (COlchicine for Recurrent Pericarditis) è uno studio sulla prevenzione secondaria della pericardite che ha coinvolto 4 centri di cardiologia italiani e arruolato 120 soggetti affetti da un primo episodio di pericardite ricorrente. L'obiettivo principale dello studio era l'incidenza di ricorrenze in un follow up di 18 mesi. Gli end point secondari erano: persistenza dei sintomi a 72 ore, la remissione dei sintomi a 1 settimana, il numero degli episodi ricorrenti, il tempo al primo episodio ricorrente, ospedalizzazioni correlate al disturbo specifico, tamponamenti cardiaci. La colchicina è stata somministrata come terapia aggiuntiva alla terapia tradizionale iniziando da un dosaggio di 1,0-2,0 mg per il primo giorno e mantenendo un dosaggio di 0,5-1,0 mg al giorno per i successivi 6 mesi. Una dose inferiore di 0,5 mg ogni 12 ore e mantenimento a 0,5 mg/die è stata impiegata nei soggetti con peso <70 kg o intolleranti ai dosaggi più alti (1,0 mg ogni 12 ore e poi mantenimento a 0,5 mg ogni 12 ore). La colchicina ha ridotto l'incidenza delle ricorrenze a 18 mesi in modo significativo vs placebo (24% vs 55%, p<0.001), ha ridotto più del placebo la persistenza di sintomi a 72 ore (23,3% vs 53,3%, p=0,001) così come il numero degli episodi ricorrenti. L'incidenza di remissioni a 1 settimana è stata maggiore nel gruppo colchicina vs placebo (82% vs 48%, p<0,001) e l'incidenza di effetti collaterali è stata analoga nei due gruppi (7% vs 7%, p>0,99). Commentando i risultati, Imazio ha detto che la terapia con colchicina, aggiunta alla terapia empirica con antinfiammatori, ha dimostrato di essere sicura ed efficace. Tuttavia, non bisogna generalizzare. Questi risultati sono validi sono in soggetti dopo la prima riccorenza di episodi di pericardite e non in soggetti con ricorrenze multiple. Inoltre, nel trial sono stati arruolati solo pazienti adulti e non pediatrici e sono stati esclusi soggetti con pericarditi batteriche o neoplastiche, pazienti con transaminasi elevate o con epatopatie severe, ceratininemia elavata, soggetti on miopatie, discrasie ematiche o problemi gastrointestinali. Da ricordare, anche, che l'uso della colchicina in questo setting di pazienti è "off label".

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