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PERMIT-CARE Registry: novità sulla MitraClip

Fonte: ESC Congress 2011, Parigi.

Nella prima giornata "dove si fa sul serio", in un'aula gremita in ogni ordine di posto, Angelo Auricchio (Lugano, Svizzera) ha illustrato in modo assolutamente esauriente i principali risultati dello studio PERMIT-CARE (PERcutaneous MITral valve repair in CArdiac REsynchronization therapy) che apparirà nei prossimi giorni sulla prestigiosa rivista JACC. Lo studio ha riguardato la fattibilità della correzione percutanea della valvola mitralica e la sua safety mediante impianto di MitraClip in pazienti che sono rimasti altamente sintomatici per insufficienza cardiaca nonostante terapia medica massimale ed impianto di device per la resincronizzazione cardiaca (CRT). Sono state analizzate la mortalità e la morbilità perioprocedurale e tardiva e soprattutto valutati i cambiamenti della classe NYHA e le dimensioni ventricolari a 3, 6 e 12 mesi di follow-up. Da notare che i pazienti arruolati (51 pazienti, 44 uomini con età media 70.3 anni) avevano un Euroscore Logistico medio di 29.7 ed un STS score di 13.9 (pertanto ad elevatissimo rischio chirurgico). Da notare ancora che la quasi totalità del campione era in classe III (63%) e IV (35%) NYHA. Durante il follow-up si è osservato un netto e costante miglioramento del quadro funzionale (con prevalenza netta di classi NYHA I e II, entrambe con p<0.001), ottenuto anche con un quadro di insufficienza mitralica post-procedurale residua 1 e 2/4). Si sono osservate variazioni significative ed in senso di miglioramento dei volumi telediastolici e telesistolici del ventricolo sinistro (rispettivamente con p<0.01 e p<0.03) e un miglioramento altamente significativo anche della funzione contrattile (p<0.0001). La mortalità a 30 giorni è stata del 4.2%, mentre nell'intero follow-up è stata del 18% (5 pazienti morti per insufficienza cardiaca end stage, 1 morte improvvisa e 1 morte per cause extracardiache). In conclusione, la procedura di MitraClip in pazienti con scompenso cardiaco in alta classe NYHA, terapia ottimizzata e non responsivi alla CRT e con insufficienza mitralica a genesi funzionale, si è dimostrata sicura ed efficace. Il Prof. Auricchio ritiene indispensabile la conferma dei dati attraverso studi prospettici che meglio definiscano l'appropriato timing di tale procedura in pazienti così compromessi.

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