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L'eccesso di performance sportiva aumenta il rischio di aritmie

Fonte: ESC Congress 2011, Parigi.

Uno studio svedese, presentato all'ESC di Parigi, ha messo in luce che atleti "elite" ossia quegli atleti la cui performance sportiva è prolungata e vicina o uguale ai risultati massimali, sono più a rischio di aritmie degli atleti meno performanti. Lo studio è stato condotto sugli atleti partecipanti alla Vasaloppet endurance Race, una gara di 90 km di sci da fondo particolarmente impegnativa. I partecipanti sono atleti che vanno dal livello "elite" a livello ricreativo ma tendenzialmente sono giovani, sani, di elevato livello socio-economico e a bassissimo rischio CV rispetto alla popolazione generale. Lo studio ha arruolato tutti i partecipanti che hanno partecipato a questa gara tra il 1989 e il 1998 (47.477 persone) valutando il completamento e il tempo di ognuno a fine gara e la differenza rispetto al tempo del vincitore (come misura del livello di preparazione e training) e il numero di gare effettuate da ogni singola persona nel periodo di osservazione (come misura del prolungamento dell'esposizione all'allenamento fisico sostenuto). I risultati dello studio hanno mostrato che tra gli atleti con più lungo periodo di allenamento sostenuto si è registrata la più alta percentuale di aritmie. Questi atleti con ben 7 gare completate, infatti, hanno un rischio del 29% più alto di aritmie verso quelli che hanno sostenuto solo 1 gara. Inoltre, gli atleti con tempo di gara corrispondente al 100%-160% del vincitore hanno fatto registrare un riscio del 37% più alto vs quegli atleti con tempo maggiore del 240% del vincitore. Tra le aritmie registrate le più comuni sono state bradiaritmie e fibrillazione atriale ma non sono state trovate aritmie ventricolari o comunque potenzialmente letali. Kasper Andersen, del Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università di Upsala, ha commentato i risultati dicendo che anche se lo studio non ha identificato un rischio potenzialmente letale per gli atleti "elite", risulta chiaro che l'eccesso di performance espone ad un maggiore rischio di aritmie. In futuro potrebbe essere interessante comparere i dati sugli atleti con la popolazione generale

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