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Gli antianginosi influenzano la mortalità a lungo termine degli infartuati? il registro FAST-MI

Fonte: ESC Congress 2011, Parigi.

Beta bloccanti a parte, molti farmaci antianginosi sono impiegati nei pazienti infartuati, soprattutto nei più anziani e in quelli con ischemia residua più pronunciata. Tuttavia, non ci sono dati sul loro beneficio a lungo termine sulla sopravvivenza. Il registro FAST-MI (French registry of Acute ST elevation and not ST elevation Myocardial Infarction) è uno studio prospettico osservazionale in cui sono coinvolti pazienti colpiti da infarto, ospedalizzati in Francia, in un mese, alla fine del 2005. L'obiettivo è seguire questi pazienti per almeno 10 anni. I dati preliminari dopo i primi 3 anni di osservazione dicono che meno del 5% è stato perso al follow up. Su una popolazione totale di 3.670 soggetti ricoverati per infarto in quelo periodo sono stati dimessi 3.262 persone. Tra questi, 1.266 hanno ricevuto agenti antianginosi diversi dai beta bloccanti. il 16% ha ricevuto Ca-antagonisti (diidropiridinici 10,5%, diltiazem 2% e verapamil 3%), il 19% nitrati, il 3% molsidomina, il 9% nicorandil e il 4,5% trimetazidina. Il 77% dei pazienti aveva ricevuto anche beta bloccanti. In media i soggetti in terapia con antianginosi erano più vecchi degli altri e con infarto miocardico più severo. A 3 anni di follow up, il 77% dei soggetti a cui era stata prescritta una terapia antianginosa è sopravvissuto vs l'86% nel gruppo senza antianginosi. Anche aggiustando i risultati per età e per severità dell'infarto il gruppo con terapia antianginosa non mostrava una differenza di sopravvivenza significativamente maggiore al gruppo senza antianginosi, anzi c'era un trend di rischio maggiore nel gruppo con antianginosi, sostenuto soprattutto da nitrati (ma anche selezionando il solo gruppo trattato con nitrati la differenza non era statisticamente significativa) e molsidomina (differenza statisticamente significativa comparando il solo gruppo trattato con questo farmaco al gruppo non antianginosi). In conclusione, i farmaci antianginosi possono aiutare nella gestione del paziente post IMA ma non aggiungono ne tolgono alcun beneficio alla sopravvivenza.

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