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Meglio salvare un paziente in due tempi che ucciderlo in un tempo solo!!

Fonte: J Am Coll Cardiol, 2011; 58:704-711, doi:10.1016/j.jacc.2011.02.071.

I dati del trial HORIZONS-AMI (Harmonizing Outcomes With Revascularization and Stents in Acute Myocardial Infarction) confermano che la strategia a “step” è più sicura nei pazienti con STEMI (Infarto Miocardico Acuto con sopraslivellamento ST) sottoposti a PCI (intervento coronarico percutaneo) primaria rispetto ad un intervento in un solo tempo (one-time). Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott Ran Kornowski ed i suoi colleghi che si sono proposti di confrontare una PCI “one time”, in cui venivano trattate nella stessa procedura sia la lesione culprit che le altre lesioni evidenziate, ed una PCI “Staged”, in cui solamente la lesione culprit veniva trattata durante l’intervento di PCI primaria, mentre le altre lesioni evidenziate venivano trattate in un secondo momento. Rispetto alla PCI “Staged”, la PCI “one-time” era associata ad una più alta mortalità ad 1 anno (9.2% vs. 2.3%; p<0.0001), mortalità cardiaca (6.2% vs. 2.0%; p=0.005), trombosi intrastent certa/probabile (5.7% vs. 2.3%; p=0.02) ed una tendenza a presentare un maggiore numero di eventi avversi cardiovascolari maggiori (18.1% vs. 13.4%; p=0.08). Inoltre, la PCI “Staged” era indipendentemente associata ad una più bassa mortalità per tutte le cause a 30 giorni e ad un anno.

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