CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Omega 3 e prevenzione dello scompenso: c'è una relazione?

Fonte: Ann Intern Med 2011; 155(3): 160-170.

Questo studio ha valutato se la concentrazione plasmatica di omega-3, inclusi l’acido eicosapentaenoico (EPA), l’acido docosapentaenoico (DPA) e l'acido docosaesanoico (DHA), sia associata con l’incidenza di scompenso cardiaco (CHF). Sono stati arruolati 2.735 adulti senza problemi cardiaci nello studio Cardiovascular Health Study dal 1992 al 2006. La concentrazione di EPA è risultata inversamente correlata con l’incidenza di CHF; il rischio era approssimativamente del 50% più basso nei pazienti che avevano concentrazioni più alte di EPA rispetto a quelli con concentrazioni corrispondenti all’interquartile più basso (hazard ratio [HR], 0.52 [95% CI, da 0.38 a 0.72]; P=0.001). Simili correlazioni sono state osservate anche per DPA (HR, 0.76 [CI, da 0.56 a 1.04]; P=0.057) e per gli omega-3 considerati nel loro insieme (HR, 0.70 [CI, da 0.49 a 0.99]; P=0.062), ma non per DHA (HR, 0.84 [CI, da 0.58 a 1.21]; P=0.38). In un’analisi condotta dopo 7 anni di follow-up, HRs è risultato 0.48 per EPA (CI, da 0.32 a 0.71; P=0.005), 0.61 per DPA (CI, da 0.39 a 0.95; P=0.033), 0.64 per DHA (CI, da 0.40 a 1.04; P=0.057), e 0.51 per gli omega-3 nel loro insieme (CI, da 0.32 a 0.80; P=0.003). Questi dati, quindi, sembrerebbero suggerire che la concentrazione di omega-3 circolanti sia associata con una più bassa incidenza di CHF nei pazienti adulti.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA