CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Bivalirudina, riduce i sanguinamenti ed i costi di gestione ospedaliera nella PCI dello STEMI

Fonte: American Heart Journal Volume 162, Issue 3 , Pages 494-500.e2, September 2011.

La bivalirudina è comunemente utilizzata durante la PCI al posto dell’eparina non frazionata. Tuttavia, spesso, si pensa che il costo della bivalirudina sia eccessivamente elevato comparato con l’eparina non frazionata, senza calcolare gli effetti positivi che tale farmaco produce in termini di sanguinamenti e complicazioni evitati oltre che di tempi di ospedalizzazione ridotti. Questo studio, pubblicato sull’American Heart Journal, ha valutato gli effetti di bivalirudina sui “costi di gestione ospedaliera” di pazienti con infarto ST elevato sottoposti a PCI (Percutaneous Coronary Intervention). Sono stati analizzati i dati di 64.872 pazienti, ospedalizzati in 278 ospedali, utilizzando una analisi di regressione multivariata basata sull’impiego dei diversi trattamenti farmacologici. L’impiego di bivalirudina era molto variabile tra centro e centro con una media del 6,9% dei casi ma con una forchetta che andava dal 2,3% al 18,6%. Rispetto all’eparina non frazionata e agli inibitori della GP IIb/IIIa, bivalirudina ha ridotto i sanguinamenti (HR 0,47 p<0,001), le ospedalizzazioni (-0,47 giorni p<0,03) e i costi ospedalieri (-14% p<0,04) dimostrandosi una valida alternativa sia sotto il profilo clinico che economico.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA