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La rivascolarizzazione coronarica precoce riduce l’ischemia refrattaria nei pazienti con NSTE-ACS

Fonte: Am J Cardiol 2011 doi:10.1016/j.amjcard.2011.06.035.

I dati di questo studio condotto dal dott. Shuning Zhang (Fudan University, Shanghai, China) e dal suo team hanno evidenziato che una precoce  rivascolarizzazione coronarica è fattibile e sicura per i pazienti con NSTE-ACS (sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento del tratto ST), che questa può significativamente ridurre l’incidenza di ischemia refrattaria in questo tipo di pazienti e che in questi casi i pazienti mostrano una minor tendenza, anche se non statisticamente significativa, ad avere sanguinamenti maggiori. Allo scopo di valutare se una rivascolarizzazione precoce o tardiva possa determinare un miglioramento rispetto ad una rivascolarizzazione differita, i ricercatori hanno analizzato 5 studi (trial clinici randomizzati) con 4.155 pazienti, dei quali venivano valutati gli outcomes clinici in termini di morte, re-IM (infarto miocardico) e re-rivascolarizzazione. La meta-analisi ha mostrato che la rivascolarizzazione precoce non ha prodotto differenze significative nell'incidenza di morte (risk ratio [RR] 0,88, p=0,47), recidiva di (RR 0,92, p=0,58) e nuova necessità di rivascolarizzazione rispetto ad un intervento differito. Tuttavia, una significativa diminuzione di ischemia refrattaria è stata osservata nel gruppo di intervento precoce (RR 0,47, p<0,01), gruppo in cui è stata anche evidenziata una tendenza ad una diminuzione degli eventi di sanguinamento maggiore (RR 0,77, p=0,08).

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