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La disfunzione diastolica è associata con lo sviluppo nel tempo di scompenso cardiaco

Fonte: JAMA 2011; 306(8): 856-863.

Questa è la conclusione a cui sono giunti i ricercatori coordinatida Garvan Kane della Mayo Clinic di Rochester. Partendo dal presupposto che l’incidenza dell’insufficienza cardiaca aumenta con l'avanzare dell'età, con circa la metà dei pazienti con insufficienza cardiaca che hanno una conservata frazione di eiezione ventricolare e sebbene sia noto che la disfunzione diastolica svolge un ruolo determinante nell'insufficienza cardiaca con frazione d'eiezione preservata, poco si sa sui cambiamenti età-dipendente della funzione diastolica nelle popolazioni generale. Per tale motivo i ricercatori hanno voluto valutare i cambiamenti della funzione diastolica nel tempo e determinare la relazione tra disfunzione diastolica e il susseguente rischio di insufficienza cardiaca. I ricercatori hanno esaminato una coorte basata sui partecipanti arruolati al Olmsted County Heart Function Study. I partecipanti selezionati casualmente di 45 o più anni (N = 2.042) sono stati sottoposti a valutazione clinica e ad ecocardiogramma classificando la funzione diastolica ventricolare sinistra come normale, lieve, moderata o grave mediante metodica Doppler. Dopo 4 anni, i partecipanti (ridotti a 1.402) sono stati rivalutati. I partecipanti che hanno eseguito il II esame sono poi stati sottoposti a follow-up per valutare l’insorgenza di insufficienza cardiaca dopo ulteriori 6 anni. Durante i 4 anni tra il I e il II esame, la prevalenza di disfunzione diastolica è aumentata dal 23,8% (IC 95% 21,2% -26,4%) al 39,2% (IC 95%, 36,3%-42,2 %) (P<0.001). La funzione diastolica è peggiorata di grado nel 23,4% (IC95% 20,9% -26,0%), mentre è rimasta invariata nel 67,8% (IC 95%, 64,8% -70,6%) ed è migliorata nel 8,8% (95% CI, 7,1% -10,5%) dei partecipanti. Il peggioramento della disfunzione diastolica è risultato associato con l'età di 65 o più anni (OR, 2,85 [CI 95%, 1,77-4,72]). Durante gli ulteriori 6 anni di follow-up, l'insufficienza cardiaca è stata riscontrata nel 2,6% (CI 95%, 1,4% -3,8%), nel 7,8% (CI 95%CI, 5,8% -13,0%), e nel 12,2% (CI 95%, 8,5% -18,4%) dei partecipanti la cui funzione diastolica, rispettivamente, era ed è rimasta normale, o è rimasta una disfunzione lieve o c’è diventata, oppure è rimasta o è progredita fino a moderata o grave (P<0.001). La disfunzione diastolica è risultata associata con la comparsa dell’insufficienza cardiaca, dopo aggiustamento per età, ipertensione, diabete e malattia coronarica (HR 1,81 [CI 95% CI, 1,01-3,48]).

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