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ACE-inibitori o sartani riducono i rischi di ospedalizzazione e di mortalità per insufficienza cardiaca nei pazienti con scompenso cardiaco e FE conservata

Fonte: J Cardiovasc Pharmacol Ther 2011,16, 3-4, 368-375.

L’insufficienza cardiaca con una funzione ventricolare sinistra preservata è la principale causa di ospedalizzazione dopo i 65 anni di età. In singoli studi randomizzati l’aggiunta di ACE inibitori o di sartani non ha mostrato effetti benefici in questi pazienti. Pertanto, per superare questo limite, i ricercatori, coordianti da Christophe Meune dell’Université Descartes di Parigi; hanno effettuato una meta-analisi degli studi randomizzati su questo tipo di pazienti trattati con ACE-inibitori o sartani. I ricercatori hanno identificato 4 studi randomizzati, per un totale di 8.152 pazienti, che hanno studiato gli effetti di ACE-inibitori (n = 1), dei sartani (n = 2) o di entrambi i trattamenti (n = 1). Rispetto al placebo o a nessun trattamento, il trattamento con ACE-inibitori o con sartani era associato ad una minore incidenza di ospedalizzazione per scompenso cardiaco (RR 0,90, 95% IC 0,81-0,99, p = 0,032), anche se non la mortalità cardiovascolare (RR 1,01; 95 % IC 0,90-1,13, p = 0,858). In 3 studi in cui questi paramenti sono stati combinati, l’utilizzo di ACE inibitore o di sartani ha ridotto l'incidenza ad 1 anno di morte cardiovascolare e di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca (RR 0,74, 95% CI 0,58-0,94, p = 0,014). Tuttavia, viene evidenziato dai ricercatori che il trattamento con ACE inibitore o con sartani non ha alcun effetto significativo sulla mortalità durante un follow-up più prolungato.

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