CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

Antidiabetici e tumori, il punto della situazione..

Fonte: 47° congresso EASD.

Durante il 47° congresso della Società Europea di Diabetologia si è cercato di fare chiarezza sulla relazione tra farmaci ipoglicemizzanti e tumori, argomento portato recentemente alla ribalta dal polverone sollevato intorno a pioglitazone e la sospetta relazione con il tumore alla vescica. Per quanto riguarda pioglitazone è stato ribadito quanto affermato dall’EMEA: i benefici legati all’assunzione di pioglitazone superano di gran lunga i rischi legati allo sviluppo di tumore, l’importante è selezionare il paziente adatto. Pioglitazone, tuttavia, non è stato l’unico farmaco ad essere incriminato, anche liraglutide, appartenente alla classe degli incretino-mimetici, sembrerebbe aumentare il rischio di tumori a cellule C della tiroide, in particolare quello midollare e per questo l’FDA ha richiesto all’azienda produttrice un profilo di sicurezza del farmaco, mentre il non ancora commercializzato dapagliflozin, inibitore del co-trasporto sodio-glucosio, sembrerebbe aumentare il rischio di tumore alla vescica e alla mammella. Non sono stati risparmiati nemmeno i DPP-4 inibitori: una recente meta-analisi infatti, mostrerebbe un aumentato rischio di pancreatiti e cancro del pancreas nei pazienti in terapia con sitagliptin. Controcorrente sembra andare la vecchia metformina, che al contrario degli altri ipoglicemizzanti, sembra avere un effetto protettivo sui tumori. L’idea generale che è emersa durante il congresso è che tutti i farmaci, anche se in misura diversa, possono avere degli effetti collaterali e non si è esclusa l’ipotesi che questi ipoglicemizzanti orali possano aumentare il rischio di tumore, tuttavia si è anche sottolineato il fatto di come il diabete, di per sé, sia una condizione predisponente lo sviluppo di tumori in quanto il diabetico di tipo 2, il più delle volte anche obeso, sviluppa un grado di insulino-resistenza più o meno marcata e risulta avere livelli di citochine infiammatorie più elevate rispetto al soggetto non diabetico. Inoltre, bisogna considerare che l’età della vita si è allungata e che molti diabetici che sviluppano tumori, probabilmente li avrebbero sviluppati ugualmente nel corso della loro vita indipendentemente dal fatto di essere diabetici o di aver assunto un determinato farmaco.

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA