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Il pattern di ripolarizzazione precoce (PRP), non in sede anteriore, è associato all'intenso esercizio fisico in atleti agonisti

Fonte: Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology. 2011; 4: 432-440.

E’ stata evidenziata una forte associazione tra esercizio fisico e PRP, in quanto è stata rilevata un’incrementata prevalenza del PRP dopo un intenso esercizio fisico. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott. Peter A. Noseworthy ed I suoi colleghi che si sono proposti di valutare, in atleti agonisti, la prevalenza, la distribuzione nelle derivazioni ECG, le caratteristiche cliniche e gli effetti sull’esercizio fisico del PRP in sede non anteriore, alla luce della recente associazione tra PRP inferiore e MCI. È stata analizzata la relazione tra PRP e struttura cardiaca in tutti (n=146) i pazienti prima e dopo 90 gironi di training. La PRP era definita come un sopraslivellamento al punto J ≥0.1 mV in almeno 2 derivazioni in sede non anteriore (inferiore [II, III, aVF] o laterale [I, aVL, V4-V6]). Un PRP non anteriore era presente nel 25,1% (221/879) di tutti gli atleti, tra cui 3,8% (33/879) nel sottotipo inferiore. Inoltre, anche se l'attività fisica aveva determinato un significativo aumento della prevalenza di PRP in sede inferiore, non sono state evidenziate associazioni tra PRP e le misure ecocardiografiche di rimodellamento del ventricolo sinistro. In aggiunta ad un modello di analisi  multivariata il PRP risultava associato con la razza nera (P<0.001),con un aumentato voltaggio del QRS (P<0.001), e con una minore frequenza cardiaca (P<0.001).

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