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Studio CANTOS: avviato il primo grande trial di prevenzione secondaria con canakinumab, inibitore delle IL-1β

Fonte: American Heart Journal Volume 162, Issue 4, Pages 597-605, October 2011.

L’infiammazione contribuisce a tutte le fasi del processo aterosclerotico ed i pazienti con valori elevati di biomarkers infiammatori, come la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) sono esposti ad un elevato rischio vascolare. Tuttavia, rimane sconosciuto se e come l’inibizione di tali mediatori infiammatori possa arrestare o rallentare il processo aterosclerotico. Lo studio CANTOS (Canakinumab Anti-iNflammatory Thrombosis Outcomes Study) è stato disegnato per valutare se l’inibizione dell’interleukina-1β (IL-1β) possa ridurre l’IMA ricorrente, lo stroke e la morte CV in una coorte di pazienti con coronaropatia stabile ad elevato rischio CV per la persistente elevazione della hsCRP (>2 mg/L). Il canakinumab è un anticorpo monoclonale umano che neutralizza la IL-1β, una proteina infiammatoria che gioca molteplici ruoli chiave nel processo aterosclerotico. Il canakinumab riduce significativamente i livelli di hsCRP e di altri biomarkers infiammatori ed è un farmaco indicato contro malattie specifiche in cui l’IL-1β gioca un ruolo determinante. Lo studio CANTOS è uno studio multinazionale appena avviato con un disegno event-driven (guidato dagli eventi) in cui saranno coinvolti 17.200 pazienti post infartuati stabili, con livelli di hsCRP elevati in modo persistente, randomizzati a placebo o canakinumab ai dosaggi 50, 150 o 300 mg ogni 3 mesi in somministrazione sottocutanea. Il follow up è stato posto a 4 anni per l’end point principale composito di IMA non fatale, stroke non fatale, morte cardiovascolare oltre ad altri end point secondari come: altri eventi cardiovascolari, mortalità totale, eventi avversi ed eventi specifici quali insorgenza di diabete, trombosi venosa, fibrillazione atriale. Se il CANTOS darà risultati positivi, confermerà l’ipotesi infiammatoria dell’aterotrombosi e fornirà dati importanti per affrontare la prevenzione secondaria con terapie specifiche e mirate ad interrompere la cascata infiammatoria che coinvolge la placca aterosclerotica.

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