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Ruolo antiaritmico per il BIV-ICD in pazienti con blocco di branca sinistro

Fonte: Europace (2011) doi: 10.1093.

In considerazione della presenza di dati ancora controversi riguardanti il ruolo della CRT (terapia di resincronizzazione cardiaca) nel promuovere o prevenire la TV (tachicardia ventricolare) o la FV (fibrillazione ventricolare), il dott. Florian Blaschke ed I suoi colleghi si sono proposti di analizzare le aritmie correlate alla CRT e di confrontare l’incidenza di TV/FV in soggetti con BIV-ICD (pace maker bi ventricolare-defibrillatore impiantabile) vs soggetti con ICD convenzionale, impiantato in prevenzione primaria. Nello studio sono stati arruolati 134 soggetti, 110 uomini, con FE (frazione di eiezione) 24 ± 8%, 71 con malattia coronarica, di cui 67 avevano impiantato un BIV–ICD, tutti avevano BBS (blocco di branca sinistro) e 67 controlli con ICD convenzionale, questi ultimi tutti senza BBS. Tutti i soggetti sono stati seguiti ad un follow up di 31 ± 17 mesi e di tutti è stata valutata la sopravvivenza ed il tempo dall’impianto al primo episodio di FV/TV. Da un’analisi di Kaplan–Meier è stato evidenziato che il gruppo BIV–ICD presentava una maggior sopravvivenza libera da aritmia rispetto ai controlli ICD convenzionali (P=0.023); tale dato era confermato anche da un’analisi di regressione Cox multivariata (P=0.022). Quindi, sembra che, a lungo termine, l’impianto di un BIV-ICD svolga un effetto antiaritmico, in particolare nel ridurre l’alto rischio di Insufficienza cardiaca aritmia-correlato in soggetti con BBS.

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