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Predittori di eventi cardiovascolari in soggetti diabetici, nefropatici e anemici: un’analisi dello studio TREAT

Fonte: Am Heart J 2011; 162(4): 748-755.e3.

Lo scopo di questo studio è stato esaminare i predittori di mortalità e morbilità cardiovascolare in pazienti con insufficienza renale cronica (CKD). I soggetti con diabete, CKD e anemia rappresentano una significativa proporzione di pazienti con patologia cardiovascolare e sono ad elevato rischio per futuri eventi avversi. Questi autori hanno identificato i predittori di rischio di morte per cause cardiovascolari, infarto del miocardio, ictus, ospedalizzazione per ischemia miocardica o scompenso cardiaco (HF) in 3.847 pazienti dello studio TREAT (Trial to Reduce cardiovascular Events with Aranesp (darbepoetin-alfa) Therapy), 961 (25%) dei quali avevano avuto un evento. I predittori sono risultati essere un pregresso HF (hazard ratio [HR] 1.74, 95% CI 1.51-2.01), l’età (HR 1.03, 95% CI 1.02-1.04 per anno), log del rapporto proteine urinarie/creatinina (HR 1.19, 95% CI 1.13-1.26 per unità log), una proteina C-reattiva ≥6.6 mg/L (HR 1.44, 95% CI 1.23-1.69, rispetto ai soggetti con proteina C-reattiva ≤3.0 mg/L) e un ECG anomalo (HR 1.42, 95% CI 1.21-1.66 ), per tutti p<0.0001. L’aggiunta dei marcatori cardiaci ha significativamente aumentato la stima del rischio, riconoscendo il pro B-peptide natriuretico N-terminale come fattore di rischio con il più alto potere predittivo (HR 1.30, 95% CI 1.15-1.46 per unità log, p<0.001) e i livelli di troponina T hanno aggiunto ulteriori informazioni. Questi biomarcatori hanno migliorato la classificazione del rischio nel 17.8% (9.4%-26.2%) dei pazienti.

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