CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

ISAR-REACT 4: abciximab + eparina vs bivalirudina.... sovrapponibili nella prevenzione della morte, re-infarto miocardico o nel prevenire successive necessità di rivascolarizzazione nei pazienti con NSTEMI sottoposti a PCI

Fonte: American Heart Association Scientific Session 2011, Orlando.

Queste sono le conclusioni dello studio ISAR-REACT 4 a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Adnan Kastrati, Direttore del Centro ISAResearch al Deutsches Herzzentrum di Monaco di Baviera. È, inoltre, da segnalare che rispetto alla bivalirudina, il duplice trattamento ha sensibilmente innalzato il rischio di sanguinamento maggiore. L'ampio studio clinico randomizzato ha arruolato 1.721 pazienti che presentavano un infarto miocardico non-STEMI, dove una arteria coronarica occludeva parzialmente il flusso ematico. I pazienti sono stati sottoposti a intervento coronarico percutaneo, PCI, che includeva l'angioplastica con palloncino e, nella maggior parte dei casi, il posizionamento di stent per aprire il vaso. Nello studio in doppio cieco, la metà dei pazienti hanno ricevuto abciximab con eparina non frazionata (861 pazienti) e l’altra metà bivalirudina (860 pazienti). Lo studio ha testato la superiorità dell’associazione sulla bivalirudina su morte, reinfarto, rivascolarizzazione e sanguinamento maggiore entro 30 giorni dal trattamento. I ricercatori hanno riscontrato che 94 pazienti (10,9 %) nel gruppo trattato con l’associazione e 95 pazienti (11%) trattati con bivalirudina hanno avuto un evento. Mentre solo 22 pazienti (2,6 %) trattati con bivalirudina hanno presentato un sanguinamento maggiore rispetto ai 40 pazienti (4,7 %) trattati con abciximab ed eparina. I risultati indicano che le persone che ricevono l’associazione abciximab più eparina hanno un alto rischio (80%) di sanguinamento maggiore rispetto alle persone trattate con bivalirudina. "Capire che un trattamento funziona meglio è importante perché i pazienti con un NSTEMI hanno un rischio maggiore di nuovi eventi cardiovascolari" afferma Kastrati, "I risultati del PCI in questi pazienti sono fortemente dipendenti l'efficacia e la sicurezza dei farmaci anticoagulanti utilizzati durante la procedura."

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA