CardioLink Scientific News - Giornale telematico di informazione medico scientifica

ATLAS ACS 2 – TIMI 51: Rivaroxaban funziona anche nel trattamento della sindrome coronarica acuta

Fonte: American Heart Association Scientific Session 2011, Orlando.

Rivaroxaban, farmaco anticoagulante di nuova generazione, appena approvato dalla FDA nella prevenzione dello stroke e del tromboembolismo sistemico in soggetti affetti da fibrillazione atriale, ha ridotto il rischio di morte, infarto miocardico ed ictus nei pazienti ospedalizzati per infarto o dolore toracico. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da C. Michael Gibson, MD, Senior Scientist del TIMI Study Group, della Harvard Medical School con lo studio ATLAS ACS 2 TIMI 51. Tuttavia, come con altri farmaci anticoagulanti, i pazienti in trattamento con rivaroxaban avevano un aumentato rischio di emorragie maggiori rispetto ai pazienti che non lo hanno assunto. I ricercatori hanno analizzato più di 15.000 persone ricoverate in ospedale con un sindrome coronarica acuta aggiungendo alla terapia standard il rivaroxaban o il placebo con lo scopo di valutarne l’efficacia ad un anno sugli eventi morte, infarto miocardico ed ictus. I pazienti trattati con rivaroxaban avevano un rischio ridotto del 16% di morte, infarto miocardico ed ictus rispetto ai pazienti trattati con placebo. In particolare con l'aggiunta di rivaroxaban il rischio di morte per tutte le cause è stato ridotto di oltre il 30% e la trombosi dello stent del 31%. Tuttavia, come con altri tipi di anticoagulanti, gli episodi di sanguinamento si sono verificati maggiormente tra coloro che hanno assunto il rivaroxaban rispetto a quelli trattati con il placebo anche se non vi è stato alcun aumento dei sanguinamenti fatali. Intervistato C. Michael Gibson ha affermato che "nonostante i nostri sforzi nel trattamento della sindrome coronarica acuta, ancora il 10% o più di pazienti rischia un reinfarto, un ictus o la morte entro un anno. Sappiamo che le persone con una SCA producono trombina in eccesso. Pertanto, abbiamo esaminato se la riduzione della produzione di trombina con rivaroxaban riduce il rischio di morte, ictus o reinfarto cuore. I nostri risultati sono importanti perché hanno dimostrato che bloccando la produzione di trombina si può migliorare la prognosi in pazienti affetti da SCA".

VUOI ESSERE SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOTIZIE DI CARDIOLOGIA E DIABETOLOGIA?
Iscriviti gratuitamente e ricevi le news di CardioLink direttamente nella tua e-mail

Inserisci qui sotto il tuo indirizzo e-mail

Scarica la nostra nuova APP MyCardioLink
Scarica App MyCardioLink Scarica App MyCardioLink

Leggi l'articolo completo su CardioLink Scientific News

VERSIONE SEMPLIFICATA DEI CONTENUTI DI CARDIOLINK SCIENTIFIC NEWS

VISUALIZZA VERSIONE COMPLETA