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PRISM, un modulo di consenso personalizzato, aiuta i pazienti a comprendere meglio le procedure cardiologiche invasive

Fonte: American Heart Association Scientific Session 2011, Orlando.

I pazienti che, prima di un’angioplastica o di un impianto di stent, ricevono un consenso informato personalizzato e facile da capire, sono in grado di comprendere meglio la procedura, i potenziali rischi del trattamento e sono i più coinvolti nel decision-making con i loro medici. Queste sono le conclusioni presentate dal professore John A. Spertus, ricercatore e presidente dello studio nonché professore alla University of Missouri, di Kansas City. In questo studio, condotto in 9 diversi centri, i pazienti ricevevano un modulo di consenso informato personalizzato, “Patient Risk Information Services Manager” (PRISM), o un modulo di consenso standard prima di essere sottoposti ad interventi invasivi (angioplastica o stent). Il consenso PRISM, generato mediante programma on-line, consente ai medici di inserire informazioni specifiche sui pazienti, di eseguire complessi modelli di previsione in funzione del rischio individuale e dei benefici personali del trattamento e di mostrare delle figure descrittive della procedura. Inoltre, tale consenso era scritto in una forma comprensibile ad un livello culturale pari a quello del “College”, a differenza dei consensi solitamente presentati con un forma propria della medicina legale. "L’attuale forma di consenso non informa i pazienti in modo efficace riguardo le loro procedure", ha dichiarato il professor John A. Spertus. Dai risultati dello studio è emerso che, rispetto ai 590 pazienti a cui è stato presentato un consenso informato standard, i 527 pazienti che hanno ricevuto un modulo PRISM erano più facilmente propensi a:
- leggere il modulo (72% contro 45%) e comprenderlo (52% contro 31%)
- percepire che le descrizioni del trattamento (49% contro 25%) e le complicanze (50% contro 27 %) fossero chiare
- essere meno nervosi in merito alla procedura (77% contro 62 %)
- essere a conoscenza che c'era un rischio di morte (66% contro 36%) e di sanguinamento (61% contro 31%) della procedura
- discutere le opzioni di stent con il proprio medico (58%contro 31%). Inoltre, era meno probabile (52% contro 72%) che coloro che utilizzano il modulo PRISM sentissero che fosse il medico da solo ha decidere il tipo di stent. "In un'epoca di aumento delle richieste per la medicina personalizzata" conclude Spertus "questa è un'occasione importante per far progredire tale principio così da condividere con i pazienti i loro rischi e benefici relativi al trattamento".

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