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CPORT study: la presenza della cardiochirurgia nello stesso ospedale non fa la differenza nella riuscita della PCI con eventuale impianto di stent nei pazienti trattati non in emergenza

Fonte: American Heart Association Scientific Session 2011, Orlando.

Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Thomas Aversano, professore alla Johns Hopkins Medical Institutions di Baltimora. In questo studio ben strutturato, i ricercatori hanno indirizzato, in modo casuale, 13.995 pazienti in una struttura ospedaliera con la cardiochirurgia per essere sottoposti a procedura di PCI con eventuale impianto di stent e 4.523 pazienti in ospedali senza cardiochirurgia. I 60 ospedali senza cardiochirurgia dovevano essere in grado di eseguire ogni anno almeno 200 interventi di PTCA o di impianto di stent. Il tasso di mortalità dopo sei settimane è stato quasi lo stesso per ogni gruppo - poco meno dell’1%. Inoltre, la necessità di sottoporre il paziente a bypass aortocoronarico in emergenza è stata sovrapponibile: è stato necessario per 20 dei pazienti sottoposti a procedure negli ospedali con la cardiochirurgia in loco e in 10 dei 4.523 pazienti trattati con la cardiochirurgia non all’interno dell’ospedale. Lo studio fornisce solo risultati a breve termine, ma all'inizio del prossimo anno, i ricercatori avranno a disposizione i dati relativi a nove mesi dopo la procedura. Tale follow up sarà importante per valutare l'effetto complessivo di questi due sistemi di assistenza sugli esiti dei pazienti. "La necessità di un intervento chirurgico di emergenza durante queste procedure è precipitato negli ultimi decenni", ha dichiarato Aversano, "nel 1980, la necessità di cardiochirurgia era alta, dal 5 al 7% dei casi possono richiedere interventi chirurgici di emergenza o di bypass a cuore aperto. Ora è 1 su 500 o 1 su 1.000. E’ molto raro. Aversano conclude affermando che "i ‘pianificatori’ della sanità possono utilizzare i dati dello studio per prendere decisioni su quali ospedali devono avere una emodinamica, con l'obiettivo di migliorare la qualità, migliorare l'accesso e diminuire i costi".

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