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MI FREE study: l'esenzione sugli ipocolesterolemizzanti protegge gli infartuati da riospedalizzazioni per re-infarto o insufficienza cardiaca rispetto ai pazienti non esenti

Fonte: American Heart Association Scientific Session 2011, Orlando.

Pazienti con infarto miocardico con esenzione sui farmaci ipocolesterolemizzanti hanno avuto una minore incidenza di riospedalizzazione per infarto miocardico o insufficienza cardiaca rispetto ai pazienti non esenti. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Niteesh K. Choudhry, professore associato alla Harvard University. Da segnalare che lo studio evidenzia anche che il tasso di rivascolarizzazione miocardica era sovrapponibile nei due gruppi. Dopo un infarto miocardico, i pazienti sono spesso mandati a casa con diverse prescrizioni. Tuttavia, molti non assumono la terapia come raccomandato dal Medico. In questo studio sono stati arruolati 5.855 pazienti con infarto miocardico, 2.845 di questi erano esenti dal pagamento dei farmaci ipocolesterolemizzanti, mentre 3010 li pagavano. I ricercatori hanno evidenziato che il 17,6% dei pazienti che erano esenti avevano avuto un evento cardiaco maggiore (infarto, angina, ictus o insufficienza cardiaca) o erano stati sottoposti a rivascolarizzazione, rispetto al 18,8% di quelli che non erano esenti. Questa differenza non era statisticamente significativa, ma quando veniva valutata separatamente la rivascolarizzazione, c'era una riduzione significativa del tasso di eventi cardiaci maggiori nel gruppo che aveva esenzione del farmaco. Dopo circa un anno, il tasso di reinfarti, angina e scompenso cardiaco era sceso del 14% nei pazienti che avevano i farmaci “gratuiti”. Inoltre, i pazienti esenti riducevano del 26% la loro spesa sanitaria complessiva in quanto avevano un miglioramento della loro salute, pagando meno per le visite mediche. I costi per la compagnia di assicurazione non erano aumentati: mentre le assicurazioni hanno speso più sui farmaci ma hanno speso meno per il trattamento degli eventi cardiaci successivi. "L'aderenza alla terapia è molto bassa e questo è un grave problema di salute pubblica", ha affermato Choudhry "ci sono molte ragioni per cui solo la metà dei pazienti aderiscono a terapie a lungo termine ed il costo sembra essere un motivo rilevante, anche per quelli con assicurazione. La strategia che abbiamo valutato migliora la qualità della cura, aumenta l'aderenza farmaci, rende i farmaci più accessibili per i pazienti e non sembra aumentare la spesa complessiva, e ciò appare molto attraente per i pazienti e contribuenti", ha concluso Choudhry.

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