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SATURN study: alte dosi di atorvastatina o rosuvastatina invertono la progressione della malattia coronarica

Fonte: American Heart Association Scientific Session 2011, Orlando.

Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Stephen J. Nicholls, MD, direttore della ricerca cardiovascolare del Cleveland Clinic in Ohio. Lo studio SATURN (Study of Coronary Atheroma by Intravascular Ultrasound: Effect of Rosuvastatin Versus Atorvastatin) rappresenta il più grande studio mai effettuato con ecografia intracoronarica per misurare le variazioni della placca nelle arterie coronarie. I ricercatori hanno arruolato 1.385 pazienti con cardiopatia ischemica in 215 centri e, durante 24 mesi, hanno valutato l'impatto dei due farmaci notoriamente efficaci nel ridurre il colesterolo LDL, ma differenti nel loro effetto sul colesterolo HDL. Nella valutazione più importante dello studio, la quantità di placca nell’arteria coronaria (il volume dell'ateroma) è sceso dello 0,99% con atorvastatina e del 1,22% con rosuvastatina, una differenza che non è statisticamente significativa. "La regressione della placca è stato il santo graal del trattamento delle malattie cardiache e in questo studio più di due terzi dei pazienti hanno presentato una regressione", ha affermato Nicholls. “E' un risultato molto positivo per i pazienti e mostra i benefici delle alte dosi delle statine".
Tra gli altri risultati dello studio è emerso che, analizzando in un altro modo il volume dell’ateroma, l'atorvastatina ha ridotto la placca di 4,4 mm3 e la rosuvastatina di 6,4 mm3; inoltre, l’atorvastatina ha ridotto la placca nel 64,7% dei pazienti mentre la rosuvastatina nel 71,3% dei pazienti. La media dei valori di colesterolo LDL sono stati 70 mg/dl nei pazienti trattati con atorvastatina e 62,6 mg/dl nei pazienti trattati con rosuvastatina; mentre i valori medi di colesterolo HDL erano 48,6 mg/dl con atorvastatina e 50.4 mg/dl con rosuvastatina. "Le differenze tra i due farmaci sono state modeste e la differenza nei livelli di colesterolo HDL era meno di quanto ci si aspettasse sulla base dei studi precedenti," ha detto Nicholls. "I medici sono stati riluttanti a utilizzare alte dosi di statine, ma in questo studio i farmaci hanno dimostrato di essere sicuri, ben tollerati e hanno avuto un importante impatto sui livelli dei lipidi, sulla quantità della placca e sul numero di eventi cardiovascolari", ha concluso Nicholls.

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