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Prevedere il rischio di tachicardie del tratto di efflusso del ventricolo destro? Attenzione all’onda J!!!

Fonte: doi: 10.1093/europace/eur256.

Date le scarse conoscenze sinora acquisite sulla possibile relazione intercorrente tra presenza di onde J all’elettrocardiogramma (ECG) in ritmo sinusale (RS) e lo sviluppo di tachicardie ventricolari (TV) o battiti prematuri ventricolari (BEV) originanti dal tratto di efflusso del ventricolo destro (RVOT), Yamashina e i suoi collaboratori si sono posti l’obiettivo di studiare la prevalenza e le caratteristiche delle RVOT associate a onde J. Sono stati arruolati in questo studio 138 pazienti con RVOT-TV/BEV, afferenti al centro per essere sottoposti ad ablazione transcatetere con radiofrequenze, matchati per età e sesso con un gruppo di controllo di 276 soggetti. E’ stata valutata la prevalenza all’ECG di onda J in ciascuna coorte di pazienti e sono stati confrontati i dati clinici ed elettrofisiologici tra i gruppi con RVOT-TV/BEV con o senza la presenza di onda J. Dalle analisi è emerso che il riscontro di onda J all’ECG di base era molto più frequente nei pazienti con RVOT-TV/BEV idiopatica rispetto al gruppo di controllo (40 vs 16%, p<0,001). Inoltre, è stata riscontrata una frequenza più elevata di tachicardie ventricolari sostenute (TVS) ( 25 vs 5%, p<0,01), una minor lunghezza del ciclo delle TV (302 ±57 vs 351±58 ms, p<0,001), nonché un maggior numero di episodi di sincope (25 vs 2%, p<0,001) nel gruppo con RVOT-TV/BEV associato ad onda J rispetto a quello senza onda J in RS. Tuttavia, nessuno dei suddetti pazienti ha mai presentato fibrillazione ventricolare (FV) o morte cardiaca improvvisa. In conclusione la prevalenza di onda J all’ECG in RS risulta maggiore nei soggetti con RVOT-TV/BEV rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, è emersa una correlazione aritmogenica tra presenza di onda J e TV in pazienti con RVOT, anche se tale relazione non sembrerebbe avere un risvolto significativo nè sulla prognosi nè sull’insorgenza di FV in tali pazienti.

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