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Fibrillazione ed allenamento: effetti benefici dell’esercizio fisico in pazienti con fibrillazione atriale

Fonte: doi:10.1016/j.ahj.2011.09.013.

I benefici dell’esercizio fisico nella cardiopatia ischemica e nello scompenso cardiaco congestizio sono ormai comprovati. Tuttavia, l'effetto benefico dell’attività fisica sulla fibrillazione atriale (FA) è finora sconosciuto. Allo scopo di valutare gli effetti dell’esercizio fisico in pazienti con FA, il Dott. Osbak ed i suoi colleghi hanno condotto un trial clinico in cui sono stati arruolati 49 pazienti con fibrillazione atriale permanente (età [media ± DS] 70,2 ± 7,8 anni; maschio-femmina ratio 0,75; indice di massa corporea [media ± DS] 29,7 ± 4,3 kg/m2). Tali pazienti sono stati randomizzati in 2 gruppi: uno sottoposto a 12 settimane di allenamento aerobico ed un altro usato come gruppo controllo, non in esercizio. Nelle analisi sono stati valutati e misurati i seguenti parametri: tolleranza all’esercizio, 6-minute walk test (6MWT), la gittata cardiaca (misurata a riposo e durante test ergometrico), la qualità della vita (valutata utilizzando il questionario MLHF-Q), il peptide natriuretico atriale N-terminale e il pro-B-peptide natriuretico ( misurati prima e dopo il periodo di allenamento). Nel gruppo di pazienti sottoposti ad allenamento aerobico è emerso un miglioramento nella tolleranza all’esercizio e al 6MWT (P<0.001), con riscontro di una differenza statisticamente significativa tra pazienti allenati ed il gruppo di controllo (P=0.002). La frequenza cardiaca a riposo si è ridotta nei pazienti sottoposti ad esercizio (94,8 ± 22,4-86,3 ± 22,5 battiti/min, p=0.049), mentre è rimasta invariata nei controlli. La gittata cardiaca ed i valori dei peptidi natriuretici sono rimasti invariati dai valori basali a quelli misurati alla fine del periodo di studio. Il MLHF-Q punteggio migliore nel gruppo attivo (21,1 ± 18,0 vs 15,4 ± 17.5, P=0.03). Dai dati così ottenuti possiamo concludere che un periodo di 3 mesi di allenamento aerobico conferisca, in misura significativa, una maggiore tolleranza all’esercizio ed al 6MWT, con una corrispondente riduzione della frequenza cardiaca a riposo nei pazienti con fibrillazione atriale permanente. Un altro dato positivo emerso da questo studio è stato il miglioramento significativo nella qualità di vita nei pazienti con FA sottoposti ad esercizio fisico rispetto al gruppo di controllo.

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