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Studio MIND: il diabete aumenta il rischio di demenza

Fonte: Congresso Mondiale di Diabetologia, Dubai 4-8 dicembre 2011.

Un decadimento cerebrale accelerato è un importante fattore che merita di essere esaminato in relazione al controllo glicemico nelle persone più anziane con un diabete di vecchia diagnosi; questo è emerso dallo studio MIND (Memory in Diabetes), sottostudio dello studio ACCORD (the Action to Control Cardiovascular Risk in Diabetes study) presentato durante il Congresso Mondiale di Diabetologia 2011 a Dubai. Ad un’età media di 62 anni, i pazienti dello studio MIND avevano già un declino cognitivo riportato normalmente per persone di 15 anni più vecchie e l’incidenza di demenza aumentava logaritmicamente. Lo scopo dello studio MIND è stato valutare l’efficacia dell’intervento sui fattori di rischio cardiovascolari nel ridurre il declino cognitivo e i cambiamenti cerebrali strutturali misurati attraverso un esame di risonanza magnetica (MRI) in pazienti di mezza età con diabete di lunga diagnosi. Questo studio, iniziato nel 2003, ha arruolato 2.977 soggetti dello studio ACCORD, 1.469 dei quali appartenevano al gruppo sottoposto a trattamento glicemico intensivo (con un valore di emoglobina glicata target <6%), e 1.508 dei quali appartenevano al gruppo in trattamento standard (con un valore di emoglobina glicata target tra 7% e 7.9%). Il volume totale cerebrale, obbiettivo primario dello studio, è stato valutato con una MRI al basale e a 40 mesi in 503 partecipanti. L’obiettivo primario cognitivo, invece, è stato valutato con il DSST (Digit Symbol Substitution Test), al basale e a 20 e/o 40 mesi. Al basale i soggetti avevano un’età media di 62.5 anni, il 47% erano donne; la durata media del diabete era 10.4 anni, il valore di emoglobina glicata 8.3%, e un indice di massa corporea medio di 33 kg/m2. Si è osservata una correlazione tra valori di emoglobina glicata più alta e valori di DSST più bassi e tra una maggiore durata del diabete e un ridotto volume cerebrale. Tuttavia, a 40 mesi, i ricercatori non hanno riscontrato differenze nel punteggio del DSST tra i pazienti nel gruppo intensivo e nel gruppo in trattamento standard; entrambi i gruppi avevano subito un declino rispetto al basale. In termini di volume cerebrale, la MRI ha dimostrato differenze significative tra i gruppi, gli individui in trattamento intensivo presentavano una minore riduzione del volume totale cerebrale rispetto al gruppo in terapia standard (-13.0 vs -17.7 cm3), per una differenza totale di 4.6 cm3 (p=0.0007). Nonostante questa differenza, non si può, tuttavia, dire che un controllo glicemico intensivo migliori la funzione cognitiva, come a dire che è il diabete di per sé ad aumentare il rischio di demenza indipendentemente dal controllo glicemico.

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