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Il carvedilolo presenta un migliore effetto sulla cinetica dell’uptake dell’ossigeno in pazienti con scompenso cardiaco cronico in condizioni di ipossia

Fonte: Congresso Nazionale SIC 2011, Roma.

Interessante studio coordinato da Stefania Paolillo dell’Università Federico II di Napoli in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino di Milano, con l’Università di Trieste, con Universidade Sao Carlos, Brasile, con l'Università di Milano e con l’University of Washington di Seattle. Partendo dal presupposto che sia noto come una quota dei pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico (CHF) abbiano una riduzione della capacità di eseguire un esercizio massimale e che si sappia poco riguardo alla risposta ad un esercizio di moderata intensità, i ricercatori hanno voluto valutare, in questi pazienti, l’effetto di tre diversi beta bloccanti (carvedilolo, bisoprololo e nebivololo) sulla cinetica dell’uptake dell’ossigeno (VO2) e della frequenza cardiaca (FC) durante un esercizio di moderata intensità in normossia ed in altitudine simulata (ipossia) equivalente a 2.000 mt. Nello studio sono stati esaminati 60 pazienti affetti da CHF, in classe NYHA II-III, arruolati nello studio CARNEBI e randomizzati a somministrazione in cross-over dei tre β-bloccanti per un periodo di due mesi ciascuno. I pazienti sono stati sottoposti, per ciascun farmaco, a due test da sforzo cardiopolmonare a carico costante (50% del carico al picco raggiunto in un test massimale), di cui uno in condizioni di normossia (FiO2=21%) e l’altro di ipossia (FiO2=16%). La cinetica del VO2 non ha mostrato nessuna differenza in normossia, mentre una differenza significativa è stata riscontrata in condizioni di ipossia tra i tre farmaci (p=0.03). È stato osservato, inoltre, un miglioramento della cinetica del VO2 da normossia ad ipossia solo nei pazienti trattati con carvedilolo. Riguardo alla cinetica della FC, non si è evidenziata alcuna differenza tra i tre gruppi né in ipossia (p=NS) né in normossia (p=NS). I ricercatori nelle conclusioni ipotizzano come la capacità del carvedilolo di permettere una cinetica più efficiente del VO2 in condizioni di ipossia rispetto al bisoprololo ed al nebivololo potrebbe dipendere dall’attività alfa-bloccante propria esclusivamente del carvedilolo, che favorisce in ipossia un minor tono vasocostrittore con effetto favorevole sulla una cinetica del VO2 per aumento dell’output cardiaco e/o per una maggiore distribuzione periferica verso i muscoli.

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