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FA post IMA associata ad un aumentato rischio di ICTUS e TIA

Fonte: Thromb Haemost. 2011 Nov 3;106(5):877-84.

La fibrillazione atriale (FA) transitoria come complicanza dell'infarto miocardico acuto (IMA) è risultata essere associata ad un aumentato rischio futuro di ictus ischemico e TIA, in particolare nei pazienti trattati con la sola terapia antiaggregante. E’ noto, infatti, che la FA è una complicanza frequente di infarto miocardico acuto (IMA), tuttavia, resta incerto se episodi transitori di FA siano associati ad un successivo aumento del rischio di ictus ischemico o attacco ischemico transitorio (TIA). A tal proposito il dott Bishara (Israel Institute of Technology, Haifa, Israel) ed I suoi colleghi hanno studiato l'impatto dell’insorgenza di un nuovo episodio di FA transitoria sull’incidenza di ictus ischemico o TIA ad un anno. Per lo studio è stata considerata una coorte retrospettiva di 2.402 pazienti con IMA, mentre sono stati esclusi tutti i pazienti con precedenti episodi di FA o episodi di FA alla dimissione. Nella coorte di pazienti l’incidenza di FA transitoria durante il ricovero è stata pari al 7,2% dei casi (174 pazienti) e nel periodo di follow-up di 1 anno dalla dimissione, stroke o TIA si sono presentati nel 9.2% e nel 2.6% rispettivamente dei soggetti con e senza FA transitoria (p<0.0001). Rispetto ai soggetti senza FA, l’hazard ratio per stroke o TIA in pazienti presentanti FA transitoria era di 3.03 (95% CI 1.73–5.32; p<0.0001). Episodi di Ictus o TIA si sono verificati nel 2,6% dei pazienti senza FA, nel 6,3% dei pazienti con FA transitoria in trattamento con anticoagulanti orali e nel 9,9% dei pazienti con FA transitoria trattati con farmaci antiaggreganti. Possiamo quindi concludere che, in considerazione di una più alta incidenza di FA recidivante dopo la dimissione in pazienti con episodi transitori di FA durante l'ospedalizzazione (22,8% vs 2,0%, p<0,0001) e di un maggior rischio in questi di sviluppare ictus o TIA ad un anno, in particolare nei pazienti trattati con solo terapia antiaggregante, sembra utile ed opportuno considerare la terapia anticoagulante orale in questa categoria di pazienti.

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