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Obesità ed infarto miocardico..

Fonte: J Am Coll Cardiol, 2011; 58:2642-2650.

L'obiettivo di questo studio è stato di valutare l'impatto di una obesità estrema (classe III, indice di massa corporea [BMI] 40 kg/m2), sulla cura e gli esiti nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI). Sono stati analizzati i dati del National Cardiovascular Data Registry (NCDR) ACTION Registry–GWTG e nell'analisi sono stati analizzati complessivamente 50.149 pazienti. L'obesità estrema è stata associata a più giovane età di presentazione dello STEMI (età media 55 anni per la classe III di obesi vs 66 anni tra coloro di peso normale), a una più alta prevalenza di diabete, ipertensione e dislipidemia, a una minore prevalenza del fumo, e ad una meno estesa malattia delle arterie coronarie. Le misure terapeutiche e di cura sono risultate simili tra le categorie di BMI, tra cui quella del grande obeso. Utilizzando la classe I di obesità come il referente (pazienti con BMI compreso tra 30 kg/m2 e 35 kg/m2). La mortalità intraospedaliera è stata significativamente superiore per la sola classe III (odds ratio aggiustato: 1.64; intervallo di confidenza 95%: 1,32-2,03), dimostrando quindi di essere un predittore indipendentemente di mortalità.

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