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Rapporto inverso tra basso peso alla nascita e patologia cardiovascolare materna

Fonte: Circulation 2011; 124: 2839-2846.

Precedenti studi hanno identificato una relazione inversa tra basso peso alla nascita nella prole ed i rischi materni di malattie cardiovascolari (CVD), ma sono limitati a causa dalla mancanza di informazioni circa l'età gestazionale e/o l’insufficiente considerazione per i fattori confondenti. In uno studio nazionale svedese sono state raccolte informazioni su 923.686 donne ed i loro primogeniti non gemelli tra il 1983 e il 2005. Modelli proporzionali di Cox sono stati utilizzati per studiare le associazioni tra durata della gestazione, la crescita fetale ed i ricoveri delle madri per cause quali morte o accidenti cardiovascolari (malattie coronariche, eventi cerebrovascolari e scompenso cardiaco). È stata effettuata una analisi multivariata aggiustata per anno di nascita, reddito, istruzione, paese di nascita, fumo, diabete mellito, ipertensione e preeclampsia. Il rischio di CVD materna aumenta con il diminuire dell'età gestazionale, mentre l'aumento dei rischi legati alla crescita fetale sembra essere limitata a feti a molto piccoli per l'età gestazionale (SGA). Rispetto alle madri di feti non-SGA nati a termine, il tasso di rischio di malattia cardiovascolare variava da 1.39 (IC 95% 1,22-1,58) a 2,57 (intervallo di confidenza 95% 1,97-3,34) tra le madri dei neonati e, molto moderatamente, dei pretermine, rispettivamente. C'è stata una significativa correlazione tra la nascita pretermine e la crescita del feto, rispetto al rischio di malattia cardiovascolare della madre (p<0,001). Tra le madri di neonati SGA, il rapporto di rischio per la malattia cardiovascolare variava da 1,38 (intervallo di confidenza 95% 1,15-1,65) a 3,40 (intervallo di confidenza 95% 2,26-5,11) nelle madri di neonati a termine e molto pretermine, rispettivamente. In conclusione, la nascita di un pretermine o SGA è associata con il rischio materno per CVD dopo l'ospedalizzazione o la morte per malattie cardiovascolari, anche dopo aver considerato i fattori socio-economici, il fumo e le complicanze legate alla gravidanza.

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