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Attenzione!! al primo mese dopo l’IMA….può arrivare anche l’ICTUS!

Fonte: Coronary Artery Disease: January 2012 - Volume 23 - Issue 1 - p 9-15.

Il rischio di ictus è più alto entro il primo mese dopo infarto miocardico acuto trattato invasivamente. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott Stanislaw e colleghi che si sono proposti di valutare l'incidenza, la rilevanza clinica ed i fattori di rischio indipendenti di ictus nei pazienti con IMA (infarto miocardico acuto) trattati con metodica invasiva. Nello studio sono stati analizzati 2.520 pazienti consecutivi, ricoverati per IMA tra il 2003 e il 2007, e seguiti a lungo termine per identificare quelli che presentavano ictus. Dai dati analizzati è stato evidenziato che dopo un periodo medio di 25,5 mesi, 52 pazienti (2,07%) avevano presentato ictus, che il rischio cumulativo di ictus era più alto durante il primo anno (1,23%) ed in particolare entro il primo mese (0,28%). Inoltre, i pazienti con ictus erano a un rischio significativamente più elevato di sviluppare eventi avversi cardiovascolari maggiori, tra cui recidiva di IMA (26,9 vs 14,6%, P<0,05) e morte (40,4 vs 13,6%, p<0,001). Dai dati raccolti per questa categoria di pazienti , cioè soggetti con recente IMA sottoposti a trattamento invasivo, è inoltre emerso che la presenza in anamnesi di un precedente ictus (hazard ratio [HR) 5,89], il sesso femminile (HR = 2.60), la velocità di filtrazione glomerulare <60 ml/min/1.73 m2 (HR 1,92), e la nefropatia da contrasto (HR 1,87, tutte le P<0.001): i pazienti con il punteggio più basso, quelli con un punteggio di rischio medio e quelli con uno più alto (<4, 4-5, ≥ 6 punti, rispettivamente) differivano in modo significativo per quanto riguarda l’incidenza di ictus (2,1 vs 7,9 vs 14,0%, rispettivamente, P<0,05). Possiamo quindi concludere che non solo il rischio di ictus si è dimostrato essere più alto entro il primo mese dopo l’IMA, ma anche che l'ictus è un marker di esito sfavorevole in questo tipo di soggetti e che, per questa categoria di pazienti, esistono dei fattori di rischio indipendenti per l'ictus dopo il trattamento invasivo di IMA, anche diversi da quelli comunemente conosciuti, che permettono di stratificare queste persone secondo una scala del rischio.

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