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Sincope di origine sconosciuta... Il test all'ATP aiuta..

Fonte: Circulation 2012; 125: 31-36.

L'origine del 40% dei casi di sincope rimane sconosciuta anche dopo un iter diagnostico completo. Studi precedenti hanno suggerito che l'ATP test può aiutare nella scelta della terapia di successo. Questo studio multicentrico, ha valutato se, nei pazienti con sincope di origine sconosciuta, selezionando la stimolazione cardiaca (pacemaker) in pazienti con un test ATP positivo porti ad un minor numero di recidive rispetto a quelli che non ricevono la stimolazione. Per fare ciò sono stati selezionati 80 pazienti consenzienti (età media 75,9 ± 7,7 anni, 81% donne, 56% senza diagnosi di malattia cardiaca strutturale) con sincope di origine sconosciuta e blocco atrio-ventricolare o seno-atriale della durata >10 secondi (media, 17,9 ± 6,8 secondi) con somministrazione di ATP (20-mg ev in bolo) ed avviati a impianto di pacemaker programmabile e randomizzati a pacing attivo (bicamerale con stimolazione a 70 bpm) o a stimolazione di backup (stimolazione atriale a 30 bpm). I pazienti sono stati seguiti regolarmente per un massimo di 5 anni per qualsiasi ricorrenza di sincope. Si è osservata una recidiva di sincope in 8 dei 39 pazienti (21%) randomizzati a stimolazione attiva e in 27 dei 41 (66%) randomizzati per il backup di stimolazione (di controllo), ottenendo un hazard ratio di 0,25 (intervallo di confidenza 95%, 0,12-0,56). Dopo la ricorrenza, i 27 pazienti di controllo sono stati riprogrammati per la stimolazione attiva e solo l'1 riportato sincope successive.

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