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Infarto miocardico e prognosi a lungo termine…

Fonte: Am Heart J 2012; 163(1): 95-103.

Questi autori hanno valutato gli effetti a lungo termine di un infarto miocardico non fatale (MI) a 3 e a 6 mesi dopo l’iniziale cateterizzazione cardiaca. Sono stati inclusi pazienti con una significativa coronaropatia (stenosi ≥75% in ≥1 segmento epicardico) sottoposti a coronarografia diagnostica tra il primo gennaio 1999 e il 30 settembre 2006. I pazienti sono stati rivalutati a 3 e a 6 mesi dall’infarto e suddivisi in gruppi in base alla recidiva di MI non fatale. Tra i 14.890 pazienti vivi a 3 mesi (669 con MI e 14.221 senza un MI), avere un MI durante i primi 3 mesi dal primo infarto è risultato essere un predittore di ridotta sopravvivenza a 4 anni (77.1% vs 83.5%, hazard ratio 1.40, 95% CI 1.21-1.63, p<0 .001), di ridotta sopravvivenza libera da MI (68.4% vs 78.5%, hazard ratio 1.50, 95% CI 1.32-1.71, p<0.001) e di sopravvivenza libera da MI o da rivascolarizzazione (59.7% vs 68.5%, hazard ratio 1.34, 95% CI 1.19-1.51, p<0.001). Simili risultati sono stati osservati a 6 mesi (804 pazienti con MI e 13.842 senza MI). Un infarto miocardico non fatale che si verifica entro i primi 3-6 mesi dopo una coronarografia è associato con un aumentato rischio di successivi equivalenti clinici.

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