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Ipertesi con pre-diabete: meglio il ramipril!

Fonte: Cardiovascular Diabetology 2012, 11:1 doi:10.1186/1475-2840-11-1.

La terapia con ramipril è preferibile rispetto ai diuretici per il trattamento dell'ipertensione in pazienti pre-diabetici, in quanto ritarda la nuova insorgenza del diabete. Queste sono le conclusioni di Walter Zidek e colleghi che si sono proposti di confrontare il ramipril ed i diuretici come terapia antipertensiva in soggetti con pre-diabete tipo 2 per quanto riguarda nuova insorgenza di diabete. In questo studio aperto, prospettico, sono stati suddivisi i pazienti in due gruppi paralleli di confronto uno randomizzato ad ACE inibitore ed uno a diuretico. Il principale scopo dello studio era quello di documentare la prima manifestazione di diabete di tipo 2 in entrambi i gruppi. Sono stati arruolati 2.011 pazienti (età media 69,1 +/-10,3 anni, 51,6% femmine). 1.507 pazienti erano disponibili per l'analisi per-protocollo (1.029 ramipril, 478 gruppo diuretico). Nel gruppo ramipril l’incidenza di diabete a 4 anni è stata meno frequente rispetto al gruppo diuretico. Le differenze erano statisticamente differenti ad una durata media di 3 anni (24,4% vs 29,5%, p<0,05). Entrambi i trattamenti si sono mostrati ugualmente efficaci nel ridurre la pressione arteriosa (14,7 +/-18.0 / 8.5 +/- 8,2 mmHg e 12,7 +/- 18.1 / 7.0 +/- 8,3 mmHg) a 4 anni di follow-up (p<0.001 vs basale; p=ns tra i gruppi): nel 38,6% per ramipril e 39,7% dei pazienti per diuretici, la pressione arteriosa era al di sotto 130/80 mmHg (mediana time-to-target 3 mesi). Inoltre, dai dati ottenuti è emersa una significativa riduzione di morbilità e mortalità cardiovascolare in favore di ramipril (p=0,033), mentre non è stata evidenziata alcuna differenza significativa in relazione ad un cambiamento nel livello di HbA1c e neanche per i livelli di glicemia a digiuno durante il follow-up. Infine, il tasso di eventi avversi è risultata più alta nei pazienti trattati con diuretici (SAE 15,4 vs 12,4%, p<0,05; AE 26,6 vs 25,6%, p=ns).

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