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OSAS e rischio di mortalità cardiovascolare nelle donne

Fonte: Ann Intern Med. 2012;156:115-122.

Le apnee ostruttive del sonno (OSAS) rappresentano un fattore di rischio per la morte cardiovascolare negli uomini. E per le donne? Questo studio prospettico, osservazionale di coorte, svolto in Spagna, ha cercato la risposta a questa domanda oltre a valutare se il trattamento con pressione continua positiva delle vie aeree (CPAP) sia associato ad un cambiamento del rischio. Sono state valutate 1.116 donne (follow-up mediano: 72 mesi) afferenti consecutivamente alle due cliniche coinvolte nello studio per sospetta OSAS tra 1998 e 2007. Ogni donna aveva uno studio di diagnostica del sonno. Donne con un indice apnea-ipopnea (AHI) minore di 10 hanno costituito il gruppo di controllo. L’apnea ostruttiva del sonno è stata diagnosticata quando l’indice AHI era 10 o superiore (lieve – moderata per AHI da 10 a 29, grave per AHI > 30). Le pazienti con OSAS sono state quindi classificate come trattate con CPAP (aderenza > 4 ore al giorno) o non trattate (aderenza < 4 ore al giorno o non prescrizione). Le partecipanti sono state seguite fino a Dicembre 2009. L'end point era rappresentato dalla morte cardiovascolare. Il gruppo di controllo ha avuto un più basso tasso di mortalità cardiovascolare (0,28 per 100 persone-anno [95% CI, 0,10-0,91]) rispetto ai gruppi trattati con OSAS lieve – moderata (0,94 per 100 persone-anni [CI, 0,10-2,40], p = 0,034) o con OSAS grave (3,71 per 100 persone-anni [CI, da 0,09 a 7,50], P<0,001). Rispetto al gruppo di controllo, gli hazard ratio corretto per la mortalità cardiovascolare sono stati 3,50 (CI, 1,23-9,98) per i non trattati affetti da OSAS grave; 0,55 (CI, 0.17 a 1,74) per il gruppo trattato con CPAP affetto da OSAS grave; 1.60 (CI, 0,52 a 4,90) per i non trattati con OSAS da lieve a moderata e 0,19 (CI, 0,02-1,67) per il gruppo trattato con CPAP e OSAS da lieve a moderata. In conclusione, l’OSAS grave appare associata alla mortalità cardiovascolare anche nelle donne e il trattamento adeguato con CPAP sembra poter ridurre questo rischio.

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