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Co-somministrazione di rosuvastatina, ezetimibe e colestimide nell’ipercolesterolemia familiare eterozigote, si può fare?

Fonte: Am J Cardiol 2012; 109(3): 364-369.

Una terapia aggressiva per abbassare il colesterolo LDL è importante nei pazienti ad alto rischio. Esistono pochi dati, però, sull’impatto di una terapia ipolipemizzante aggressiva nell’ipercolesterolemia familiare (FH), in particolare sui suoi effetti sulla variazione del coenzima Q10 e sui livelli di propoteina convertasi subtilisina/kexina 9. Questo studio ha arruolato 17 pazienti con FH eterozigote (12 uomini, 63.9 ± 7.4 anni) con una singola mutazione del gene per l’LDL in uno studio randomizzato. Sono state introdotti, successivamente, rosuvastatina (20 mg/die), ezetimibe (10 mg/die), e colestimide (3.62 g/die). I livelli sierici di LDL si sono ridotti di -66.4% (p<0.001) e il 44% dei partecipanti ha raggiunto livelli di LDL <100 mg/dl. Non ci sono stati eventi avversi severi ad eccezione di un paziente con mialgie che ha interrotto lo studio. La co-somministrazione di ezetimibe e colestimide ha ulteriormente ridotto i livelli di LDL più di rosuvastatina in ionoterapia, senza cambiare i livelli di coenzima Q10 e i livelli di propoteina convertasi subtilisina/kexina 9. In conclusione, un’adeguata terapia ipolipemizzante può migliorare il profilo lipidico nei pazienti con FH.

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