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FA periprocedurale....peggiora l'outcome dei pazienti sottoposti a PCI

Fonte: American Journal of Cardiology Volume 109, Issue 4 , Pages 471-477, 15 February 2012.

Ci sono pochi dati sull'incidenza e gli outcome clinici dei pazienti con fibrillazione atriale (FA) periprocedurale di intervento coronarico percutaneo (PCI). Sono stati analizzati i risultati clinici a 30 giorni in 3.307 pazienti consecutivi con e senza FA (ritmo sinusale) sottoposti a PCI dal gennaio 2007 al dicembre 2008 iscritti in un registro multicentrico australiano. Una fibrillazione atriale periprocedurale si è avuta in 162 pazienti (4,9%). L'aritmia si è associata ad una età più avanzata (74,1 ± 8,9 vs 63,9 ± 11,9 anni, p<0,001), valori di creatinina sierica basale più elevati (0,13 ± 0,14 vs 0,10 ± 0,13 mmol/L, p=0,01) e ad una più bassa funzione contrattile ventricolare sinistra (49,5 ± 13,2% vs 53,4% ± 11,6%, p<0,001). In misura significativamente maggiore i pazienti con fibrillazione atriale periprocedurale presentavano una storia di insufficienza cardiaca, di malattie cerebrovascolari e di poliarteriopatia (p≤0,01 per tutti i confronti). La fibrillazione atriale periprocedurale si è associata ad un aumento di mortalità quattro volte superiore a 30 giorni (9,9% vs 2,2%, p<0,0001) e ad un aumento dei tassi di riospedalizzazione sempre a 30 giorni (p=0,01).

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