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Studio ELANDD: nebivololo sulla capacità all’esercizio fisico nella disfunzione diastolica

Fonte: Eur J Heart Fail 2012; 14(2): 219-225.

Questo studio ha ipotizzato che nebivololo, un beta bloccante con proprietà di rilascio di ossido nitrico, possa favorire la capacità all’esercizio nei pazienti con scompenso cardiaco e frazione di eiezione conservata (HFPEF). Sono stati arruolati 116 soggetti con HFPEF, in classe NYHA II-III, con una frazione ventricolare sinistra (LVEF) >45%, e con segni eco-doppler di disfunzione diastolica LV, e sono stati randomizzati ad assumere per 6 mesi nebivololo o placebo. Lo scopo primario è stato valutare le variazione del test della distanza di 6 minuti (6MWTD) dopo 6 mesi. Nebivololo non ha migliorato il 6MWTD (da 420 ±143 a 428 ±141 m con nebivololo vs. da 412 ±123 a 446 ±119 m con placebo, P=0.004 per l’interazione) rispetto a placebo, e il picco di consumo di ossigeno è rimasto invariato: da 17.02 ±4.79 a 16.32 ±3.76 mL/kg/min con nebivololo vs. da 17.79 ±5.96 a 18.59 ±5.64 mL/kg/min con placebo, P = 0.63 per l’interazione). La pressione a riposo e sotto sforzo e la frequenza cardiaca si sono ridotte con nebivololo. Si è osservata una significativa correlazione tra i cambiamenti nel picco di frequenza nel momento dell’esercizio fisico e il picco di consumo di ossigeno (r=0.391; P=0.003) con nebivololo. Quindi un trattamento di 6 mesi con nebivololo non sembra migliorare la capacità di esercizio nei pazienti con HFPEF.

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