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Criobaloon o RF per ablazione FA: nessuna differenza in termini di danni!

Fonte: Heart Rhythm Volume 9, Issue 2, Pages 189-196, February 2012.

La crioablazione e la RF (radiofrequenza) determinano un aumento comparabile di marcatori di danno cellulare, una attivazione piastrinica simile ed una comparabile risposta infiammatoria. Questi dati non supportano quindi il concetto di una maggior sicurezza nell’uso della crioablazione per la deconnessione delle PVI (vene polmonari) rispetto all’utilizzo della RF. Infatti, in considerazione di alcuni dati sperimentali che suggeriscono che l'uso di crioablazione per l’isolamento delle PVI è associata ad un minor danno cellulare e ad una minor formazione di trombi rispetto alla RF, la dott.ssa Claudia Herrera Syklody ed i suoi colleghi hanno voluto verificare se l’uso della crioablazione riducesse significativamente il valore degli indicatori di danno cellulare, l’attivazione piastrinica e l’infiammazione in pazienti sottoposti ad isolamento delle PVI per trattamento della FA (fibrillazione atriale). In questo studio sono stati inclusi sessanta pazienti (età 56 ± 9 anni, 48 maschi, 38 con fibrillazione atriale parossistica) sintomatici per FA, resistente ai farmaci. I pazienti sono stati randomizzati a sottoporsi ad isolamento delle PVI utilizzando un catetere RF a punta irrigata o un cryoballoon. I marcatori di danno cellulare (TnT-hs, ossia la troponinaT ad alta sensibilità), l'attivazione delle piastrine (mediante misurazione della reattività piastrinica, l’espressione della proteina P selectina sulle piastrine e l’attivazione delle GP IIb/IIIa) e la risposta infiammatoria (mediante il valore di PCR-hs, ossia la proteina C-reattiva ad alta sensibilità) sono stati determinati prima e fino a 48 ore dopo la procedura. Dai dati ottenuti è emerso che, dopo la correzione Bonferroni per misure ripetute, nessuna differenza significativa è stata notata nei parametri considerati tra i pazienti trattati con crioablazione e quelli con RF. Inoltre, i tempi procedurali sono risultati significativamente più brevi nei pazienti trattati con cryoballoon (177 ± 30 minuti vs 200 ± 46 minuti, P=0.03), senza differenze nel tempo di fluoroscopia, complicanze peri-procedurali, o tasso di successo.

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